Chi di noi non conosce Amici miei, un cult indiscusso della commedia all’italiana degli anni ’70? La pellicola fu diretta dal maestro Monicelli e interpretata da attori del calibro di Tognazzi, Moschin, Celi, Noiret. A distanza di trentasei anni Neri Parenti decide di riportare indietro le lancette dell’orologio e di realizzare una specie di prequel intitolato Amici miei. Come tutto ebbe inizio.
La storia è ambientata nella Firenze del ‘400 e narra di cinque amici fraterni che, nonostante abbiamo raggiunto una certa maturità anagrafica, si divertono ad organizzare scherzi di ogni tipo come se fossero dei ragazzini. E’ il periodo di Lorenzo de’ Medici e dell’Umanesimo fiorentino, ma i protagonisti non sono degli intellettuali, bensì dei goliardici birboni e nullafacenti pronti a ridicolizzare chiunque capiti sul loro cammino.

Il confronto con la pellicola del ’75 è, ahimè, penoso poiché il film sceneggiato da Parenti, De Bernardi, Tovoli, Brizzi e Martani, non si avvicina nemmeno lontanamente a quella pietra miliare della cinematografia nostrana che è Amici miei. Il target di riferimento dovrebbe essere quello degli amanti dei cinepanettoni, ma qui non ci sono battute esilaranti, né gag particolarmente divertenti. Di sicuro il linguaggio è abbastanza colorito, spesso boccaccesco e volgare, ma nel complesso lo script risulta scialbo, privo di originalità fino ad apparire a tratti noioso. La comicità in atto è di bassissimo livello e le interpretazioni degli attori protagonisti di sicuro non sono brillanti, eccezion fatta forse per Hendel e Panariello. Da lodare, invece, i costumi, le scenografie e la ricostruzione storica, unici elementi che permettono realmente di fare un salto indietro nel tempo e di immedesimarsi in una realtà ormai lontana anni luce dalla nostra contemporaneità.
Tenuto conto dell’investimento economico che è stato affrontato per realizzare questo film, si può affermare che la spesa risulta sicuramente eccessiva rispetto al risultato ottenuto. Visto il cast, che vanta i più famosi comici italiani, e visto il modello cui ci si sarebbe dovuti ispirare, bisogna ammettere che la pellicola risulta deludente. Ci si sarebbe aspettato molto di più.