L’ultimo episodio della saga fantasy ideata dalla scrittrice J.K. Rowling è una favola per adulti, come lo sono oramai Harry Potter e i suoi due inseparabili amici Hermione e Ron.

La complessità della storia ha spinto il regista David Yates a girare il settimo ed ultimo episodio dal titolo “Harry Potter e i Doni della Morte” in due parti. La prima è in uscita nelle sale italiane il 19 novembre.

Grande attesa tra i fan vogliosi di assistere allo scontro finale tra Harry, interpretato ancora una volta da Daniel Radcliffe, e il crudele Voldemort, un irriconoscibile Ralph Fiennes.

Per il mago più famoso al mondo l’adolescenza è alle spalle, scalzata dall’età adulta con tutti i problemi che ne conseguono. Lo stesso dicasi per i suoi due amici. Un elemento importante della storia, che ha influenzato in maniera notevole Yates, già regista di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” ed “Harry Potter e il principe mezzosangue”, che intanto sta lavorando al montaggio della seconda parte, probabilmente in uscita in versione 3D a luglio 2011.

Il film in arrivo nelle sale italiane è molto più sofisticato e complesso degli episodi precedenti, con atmosfere rarefatte che ne fanno una favola per adulti.

Harry Potter, Hermione Granger e Ron Wesley dovranno affrontare la sete di potere di Voldemort e dei suoi sgherri senza l’aiuto di Silente e lontani da Hogwarts, in fuga nel mondo reale abitato dai babbani, gli uomini senza poteri magici, alle prese con gli acerrimi nemici e con se se stessi.

Molti i momenti drammatici, pochi quelli giocosi che hanno caratterizzato i film precedenti, prima del finale aperto che farà da apripista alla seconda parte di “Harry Potter e i Doni della Morte” che chiuderà definitivamente la saga dedicata al giovane mago.