Cast : Javier Bardem, Eduard Fernández, Ana Wagener, Manolo Solo, Rubén Ochandiano, Martina Garcia, Blanca Portillo

Regia : Alejandro González Iñárritu

Sceneggiatura = Armando Bo, Alejandro González iñárritu

Durata :02:18:00

Data di uscita :Venerdì 4 Febbraio 2011

Genere  Drammatico

Distribuito da :UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY (2011)

Abbandonate le storie corali, eliminato il decupage d’attrazione, messi da parte i salti temporali, allontanati i flashback e i flashforward, tutti elementi caratterizzanti i suoi precedenti film e sostituito lo storico sceneggiatore Arriga con Armando Bo e Nicolàs Giacobone, Innarritu giunge a girare un film che si concentra su un unico personaggio e sulla sua tragica vicenda.

Uxbal, per la cui egregia interpretazione Javier Bardem si è meritatamente guadagnato la Palma d’oro come migliore attore protagonista all’ultimo Festival di Cannes, è un padre che deve occuparsi dei suoi adorati figli, è un marito con il cuore in frantumi a causa di una moglie psicologicamente disturbata e drogata, è contemporaneamente difensore e sfruttatore di immigrati cinesi e africani, ma specialmente è un uomo che all’improvviso scopre di non aver più molto tempo davanti a sé.

Inizia così una lotta contro il tempo, in una Barcellona sporca,degradata, sofferente e povera che richiama, in alcuni momenti, i bassifondi di Città del Mexico visti in Amores Perros. Centrale, ancora una volta, la tematica della morte, che lega indissolubilmente tutte le pellicole di Inarritu, così come fondamentali risultano i discorsi sulla forza del caso, del fato, della religione. Il destino, anche in Biutiful, è inevitabilmente e dolorosamente segnato ma il protagonista investe tutte le sue energie per tentare di modificarlo creando con lo spettatore un immediato processo di empatia.

Pur non attraversando in modo “schizofrenico” lo spazio (come succedeva in Babel), né il tempo (come accadeva in 21 Grammi), Uxbal compie ben tre viaggi in una sola giornata durante la quale si dipana l’intera vicenda: uno è quello interiore in cui dovrà affrontare i fantasmi del suo passato, l’altro è quello fisico, concreto, reale tra i vicoli della sua città per salvare la sua famiglia, e l’ultimo è quello verso ciò che l’occhio umano non potrà mai vedere ma che lui conosce bene grazie alla sua profonda spiritualità.

Inarritu non si stanca di scavare nell’animo umano, nella fragilità e nella disperazione di ogni individuo, e lo fa con un film duro, forte, di denuncia, senza mai rinunciare però alla poesia, a mostrare il “biutiful” apparentemente invisibile che si nasconde dietro la visibile bruttura del mondo.

Ora non resta che attendere il 27 Febbraio per sapere se Biutiful, candidato agli Oscar come miglior film straniero, riuscirà ad aggiudicarsi anche la famosissima statuetta.

Intanto vi auguro buona visione.