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	<title>Cinema Blog &#187; Commedie</title>
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	<description>Tutto sui film al cinema e homevideo</description>
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		<title>Ameriqua</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Charlie Edwards è un giovane neolaureato appartenente all&#8217;upper class americana. Ma anziché trovare lavoro, preferisce passare le sue giornate a letto a dormire oppure alle<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Charlie Edwards è un giovane neolaureato appartenente all&#8217;upper class americana. Ma anziché trovare lavoro, preferisce passare le sue giornate a letto a dormire oppure alle feste con gli amici. Ormai la sua famiglia è esasperata dal comportamento di questo giovane, così i genitori decidono di tagliare i fondi a Charlie, nella speranza che rimetta la testa a posto una volta per sempre.</p>
<p>Di tutta risposta, però, Charlie compie l&#8217;ennesima consideratezza: con gli ultimi soldi a disposizione, compra un biglietto aereo per l&#8217;Italia. Comincia così nel Belpaese il suo viaggio fra sogno e realtà passeggiando fra gli stereotipi italiani più comuni fra gli americani.</p>
<p>Giunto a Napoli viene derubato, quindi si reca in ambasciata a Roma per cercare di contattare i genitori e avere aiuto da loro. Ma il papà di Charlie non è affatto intenzionato ad aiutarlo e gli dà il benservito. Cosa fare adesso?</p>
<p>Preso alla sprovvista, il ragazzo non può far altro che contattare Lele, uno studente conosciuto in aereo che si è auto proclamato re di Bologna. Questi, insieme con una curiosa crew, lo porteranno alla scoperta di usi e costumi italiani secondo discutibili quanto particolari punti di vista. È in questo modo che Charlie conosce Badoo, la bella Valentina (ovviamente figlia di un boss) e la sua compatriota Vicky.</p>
<p>Per Charlie l&#8217;Italia è il paese del sogno, una terra generosa e calda, che adesso offre a lui il meglio di se stessa.</p>
<p>Bobby Kennedy III porta un nome con il quale è difficile passare inosservati. Lontano dall&#8217;ambiente politico, Bobby è un amante dell&#8217;Italia, dove ha studiato per anno scienze politiche (università di Bologna <em>ndr</em>) e dove ormai vive da quattro anni. «La mia esperienza in Italia è molto diversa da quella dei turisti americani che fanno il solito giro Roma/Firenze/Venezia, poi vanno a casa con qualche foto e continuano a parlarne per anni – spiega Bobby in una intervista -. Io vivo in Italia da 4 anni e volevo portare un&#8217;esperienza vera, sono partito dagli stereotipi per superarli, volevo prendere in giro l&#8217;idea che gli americani hanno dell&#8217;Italia: pizza, mandolino e mafia. Per conoscere un paese bisogna viverci, impararne la lingua e amarlo come io amo l&#8217;Italia».</p>
<p>E il suo amore per l&#8217;Italia e il cinema si è trasformato in realtà g,razie al produttore Marco Gualtieri, con <strong><em>AmeriQua</em></strong>. La critica, però, accusa il film di essere comunque invischiato di cliché, dove ci sono potenti mafiosi e ladruncoli da quattro soldi, belle ma pericolosissime donne, buon cibo e tanta arte. La commedia uscirà in tutte le sale cinematografiche il 16 maggio 2013, con la regia di  Marco Bellone e  Giovanni Consonni, mentre nel cast figurano, fra i tanti, Alec Baldwin, Giancarlo Giannini, Alessandra Mastronardi, Eva Amurri, Ernesto Mahieux ed Enrico Silvestrin, alcuni dei quali amici dello stesso Kennedy.</p>
<p>La colonna sonora della commedia AmeriQua è stata curata da Lucio Dalla: vedere la sua Bologna sullo schermo accompagnata dalla sua voce siamo certi che, a molti, farà fremere il cuore.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/05/ameriqua.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60699];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60700" src="http://cinemablog.it/files/2013/05/ameriqua.jpg" alt="" width="600" height="849" /></a></p>
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		<title>Mi rifaccio vivo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 11:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Sergio Rubini ritorna dietro la macchina da presa con una nuova commedia: Mi rifaccio vivo. Ben accolto al box office, Mi rifaccio vivo annovera nel<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Sergio Rubini ritorna dietro la macchina da presa con una nuova commedia: <strong><em>Mi rifaccio vivo</em></strong>. Ben accolto al box office, Mi rifaccio vivo annovera nel suo cast Emilio Solfrizzi, Neri Marcorè, Margherita Buy, Vanessa Incontrada e Lillo, tutti insieme per portare in scena una divertente pellicola densa di equivoci e dalla morale ricca di riflessioni profonde.</p>
<p><strong>La trama</strong></p>
<p>Biagio Bianchetti (Lillo) è un imprenditore felicemente sposato (la moglie è interpretata da Vanessa Incontarda <em>ndr</em>), ma da sempre vive un profondo senso di inferiorità, maturato fin dai tempi della scuola. Fra i banchi, il suo peggior rivale era Ottone di Valerio (Neri Marcorè), il classico figlio di papà che, purtroppo, arrivava sempre primo in tutto, affievolendo quel pizzico di amor proprio che aveva Biagio schernendolo di continuo.</p>
<p>Da grandi la storia non è cambiata e Biagio ed Ottone sono ancora rivali, ma in affari. Ma quando Biagio subisce una nuova sconfitta lavorativa inflittagli dall&#8217;antagonista di sempre, questi decide di farla finita.</p>
<p>Una volta giunto nell&#8217;aldilà, accade però un imprevisto: per una buona azione compiuta in vita, ha diritto ad una sorta di bonus, che consiste nel ritornare per una settimana sulla terra e dimostrare di essere un uomo migliore. A Biagio non importa nulla di dare una immagine diversa di sé, ma accetta di tornare in terra per un altro motivo, sicuramente non molto edificante: distruggere il suo avversario, Ottone.</p>
<p>Decide così di abitare per una settimana nel corpo di Dennis Rufino (Emilio Solfrizzi), un importante manager a cui Ottone ha affidato tutta la sua azienda, che non naviga propriamente in buone acque. Ma una volta lì, capisce che le apparenze, spesso, ingannano: Ottone non è quell&#8217;uomo spietato e vincente che sembra, ma è una persona fragile, insicura e, esattamente come lui, è un passo dalla rovina e la sua azienda sta per crollargli addosso.</p>
<p>Preso da un fremito di inaspettata indulgenza, Biagio prenderà a cuore il suo nemico, cercando di fare il possibile per salvare la sorte dell&#8217;altro, salvando così, di riflesso, anche la propria.</p>
<p>«Nel mio ultimo film, <em>L&#8217;uomo nero</em> – ha raccontato il regista Sergio Rubini alla stampa – avevo parlato del rancore. Una volta chiusa l’esperienza, mi sono portato dietro il desiderio di sanare questo sentimento negativo. Mi rifaccio vivo è un film post rancore che nasce dal presupposto che l’erba del vicino sembra sempre più verde. È anche un film sull’avvicinamento agli altri e sulla tolleranza».</p>
<p>Mi rifaccio vivo è una commedia favolistica, dove la trama viene alimentata non solo dal “doppio”, ma anche dalla possibilità di un riscatto positivo, del raggiuntamento di una nuova e più profonda consapevolezza, che ci porta ad intendere che se si supera il primo strato delle apparenze, non esiste antagonismo che resista. Molto bravo Emilio Solfrizzi, un po&#8217; meno – e quasi a sorpresa – Neri Marcorè, un po&#8217; troppo ingessato nel suo ruolo, ma al quale, dati i trascorsi, si può perdonare una interpretazione riuscita non al massimo delle sue potenzialità.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/05/Mi-Rifaccio-Vivo-.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60690];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60691" src="http://cinemablog.it/files/2013/05/Mi-Rifaccio-Vivo-.jpg" alt="" width="586" height="836" /></a></p>
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		<title>Scary Movie 5</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 14:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>In un periodo in cui ridere al cinema vale più che un film d&#8217;azione come Attacco al potere, va da sé che Scary Movie V<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>In un periodo in cui ridere al cinema vale più che un film d&#8217;azione come Attacco al potere, va da sé che <em>Scary Movie V </em>sia il campione d&#8217;incasso dello scorso week end. La pellicola, che in patria ha avuto un esito quasi deludente, in Italia sembra essere stata molto apprezzata, anche se Scary Movie V ha tanto da imparare dalle prime, omonime, parodie.</p>
<p>Questa volta il regista Malcolm D. Lee fa il verso agli ultimi blockbuster incentrando la narrazione su <em>La madre</em> e <em>Paranormal Activity</em>, ma non dimenticando piccoli e grandi apporti “rubati” da pellicole come<em> Il cigno nero</em>, il remake de <em>La casa, L&#8217;alba del pianeta delle scimmie</em> e <em>Ted</em>.</p>
<p>Il film non regge benissimo la classica struttura della parodia, a volte risulta quasi noioso, e per la prima volta non vede in scena la protagonista abituale di Scary Movie, Anna Faris, sostituita dalla cantante e attrice Ashely Tisdale. Nel cast, oltre ai soliti nomi, troviamo anche dei piccoli camei come quello di Mike Tyson e di Snoop Dogg.</p>
<p><strong>La trama</strong></p>
<p>Mentre Charlie Sheen e Lindsay Lohan (che interpretano loro stessi <em>ndr</em>) sono in camera da letto in intimità, un fantasma uccide l&#8217;uomo. Mentre si compie il singolare delitto, le figlie di Sheen vengono rapite. Dopo qualche giorno, due ragazzi a passeggio per i boschi scoprono che in una capanna di legno vi sono tre bambine abbandonate: le figlie di Charlie.</p>
<p>Le piccole vengono affidate a Dan, zio delle bambine, e alla sua compagna Jody, una ballerina. Ma ben presto i due si accorgono che oltre alle bimbe, anche una presenza malvagia è entrata nella loro casa. Il lavoro di Dan, che testa droghe sugli scimpanzé per sviluppare la loro intelligenza, e quello di Jody, pronta a tutto per di diventare una etoile, subiscono così forti interferenze.</p>
<p>Intanto Jody e Dan si trasferiscono in una nuova casa piena di telecamere assieme con Maria, la nuova domestica che si occuperà anche delle piccole che nel bosco si sono inselvatichite. Le bambine, però, hanno degli strani comportamenti e parlano incessantemente di Madre, una figura intangibile alla quale sembrano essere molto attaccate.</p>
<p>La situazione è complicata, così Jody, dopo essere entrata nel sogno di una delle bambine, cerca con l&#8217;amica Kendra di recuperare il Libro del Male, rimasto nella casetta nel bosco, e contenente la formula per far divenire di nuovo umana la misteriosa entità. Ma non sarà così facile&#8230;.</p>
<p>Fra battute a doppio senso e rivisitazioni simpatiche, la saga demenziale di Scary Movie arriva al suo quinto capitolo non senza qualche intoppo di qualità, ma di certo gli appassionati del filone potranno apprezzare alcuni passaggi maggiormente studiati, che tanto ricordano i bei vecchi tempi dell&#8217;inizio della saga americana, oggi un vero e proprio cult del genere. Un film ottimo per staccare la spina per un po&#8217;, ma senza aspettarsi esilaranti riscontri.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/Scary-Movie-5.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60656];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60657" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/Scary-Movie-5.jpg" alt="" width="500" height="741" /></a></p>
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		<title>CI VEDIAMO DOMANI</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 15:39:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Marcello Santilli nella vita le ha provate tutte pur di arricchirsi in modo veloce: è infatti ossessionato dai gratti e vinci, per acquistare i quali<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Marcello Santilli nella vita le ha provate tutte pur di arricchirsi in modo veloce: è infatti ossessionato dai gratti e vinci, per acquistare i quali spende spesso una fortuna. Oggi, la sua situazione finanziaria è al lastrico: troppe fregature, troppo progetti naufragati e&#8230; troppi debiti! Sua moglie ormai è stanca di stargli dietro come un bambino, di fargli non solo da compagna, ma soprattutto da madre. E anche la figlia ha zero stima del genitore.</p>
<p>Abbandonato dagli affetti, Santilli decide di provare l&#8217;ultima spiaggia per rimettersi in sesto. Si trasferisce così in uno sperduto paesino della Puglia con l&#8217;intenzione di aprire una agenzia di pompe funebri: qui non vi sono concorrenti e la maggioranza della popolazione ha oltre 90 anni. Ma il tempo passa, e i vecchietti non hanno nessuna intenzione di diventare “clienti” di Santilli&#8230;</p>
<p><em>Ci vediamo domani</em> è una divertente commedia scritta da Andrea Zaccariello – che si occupa anche della regia – e da Paolo Rossi. Il protagonista è un sornione Enrico Brignano, che col suo fare scanzonato ben interpreta Santilli, anche se non nega il timore iniziale nell&#8217;accettare un ruolo così impegnativo. «Quando ho letto la sceneggiatura &#8211; racconta Brignano alla stampa &#8211; ho subito chiesto al regista: “E mo’ io chi sono?”, e Andrea: “Sei il protagonista”. A quel punto mi sono un po’ spaventato perché avevo notato che il mio Marcello Santilli era in scena il 98% del tempo. Era un film molto impegnativo a livello attoriale, un film delicato, visto che ci sono le bare, e si sa che con le bare e con la morte noi italiani abbiamo un rapporto particolare. Per noi la morte è un tabù, non la accettiamo e, se ci pensate bene, non accettiamo bene nemmeno la vita».</p>
<p>Nel cast figurano anche Francesca Inaudi, nel ruolo della moglie di Santilli, Ricky Tognazzi, nelle vesti di un antipatico avvocato, e Burt Young. Ma Zaccariello ha voluto mettere in scena anche diversi attori non professionisti, persone normali che figurano come i residenti arzilli del paesino pugliese: sono proprio loro che, con la loro freschezza e libertà, danno un valore aggiunto al film Ci vediamo domani, perché il loro non essere artefatto è sicuramente apprezzabile in un cinema che segue, invece, schemi completamente opposti a ciò. «Venivano sul set con il desiderio di essere importanti – spiega Brigano &#8211; e importanti lo erano per davvero, perché avevano tutti i capelli grigi, le rughe, i visi rovinati da sole. Nessun sono rifatto, niente botulino. Volevano giocare con noi a raccontare questa storia».</p>
<p>Una storia che intreccia comico e drammatico, una riflessione sulla vita (sprecata) e sulla paura e il tabù della morte, rivista in chiave ironica, simpatica, ma che non lesina una morale d&#8217;intesa finale.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/ci-vediamo-domani.png" rel="shadowbox[sbpost-60648];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60649" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/ci-vediamo-domani.png" alt="" width="650" height="365" /></a></p>
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		<title>IL VOLTO DI UN&#8217;ALTRA</title>
		<link>http://cinemablog.it/il-volto-di-unaltra/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 15:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedie]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Bella non poteva essere che il più azzeccato dei nomi per una donna come lei. Esuberante, splendida ed ambiziosa, Bella è conduttrice in tv di<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Bella non poteva essere che il più azzeccato dei nomi per una donna come lei. Esuberante, splendida ed ambiziosa, Bella è conduttrice in tv di un famoso programma dedicato alla chirurgia plastica: va da sé, dunque, che l&#8217;apparire per questa donna sia tutto. Non è neanche un caso, quindi, che suo marito sia Renè, chirurgo estetico che effettua gli interventi proprio all&#8217;interno del programma condotto da Bella.</p>
<p>Una carriera tutta in ascesa per la conduttrice, fino a quando le cose cominciano a precipitare: il programma ha subito un forte calo di ascolti e Bella viene licenziata. La motivazione? La faccia della donna ha ormai stancato: occorre un nuovo volto per il programma, una ventata di freschezza. Infuriata per questa decisione del network, Bella lascia gli studi e, sulla strada del ritorno verso casa, ha un brutto incidente. Per ironia della sorte, la donna resta fortemente sfigurata. Ma Bella non si arrende neanche dinanzi a questo.</p>
<p>Decide di fare di questo incidente un volano per rincominciare, per riproporsi al pubblico in maniera decisamente discutibile: farsi ricostruire il volto dal marito davanti alle telecamere, quello stesso viso che, solo qualche tempo prima, era stato vanto e sdegno.</p>
<p>Pappi Corsicato ritorna al cinema con un film ambizioso e paradossale, <em>Il volto di un&#8217;altra</em>, in concorso al Festival di Roma nel 2012, e che punta tutto sulla critica alle nuove manie dell&#8217;estetica, in un discorso spesso portato all&#8217;esasperazione degli eccessi plastici. «È una variazione sui temi della chirurgia plastica e dei media, e anche un po&#8217; una metafora di quello che succede oggi – spiega in conferenza stampa il regista -. Uno dei temi è che oggi va bene tutto, ogni cosa e il suo contrario, perciò volevo raccontare questo senso di totale sbandamento in cui passa tutto, anche il cambiare faccia, anche il motivo per cui all&#8217;ultimo momento la si sta cambiando. Io trovo che quello che succede oggi sia tragicomico, quindi questo film alla fine è un po&#8217; una summa dei miei scombinati pensieri su questo. Inoltre – conclude &#8211; mi sono divertito a metterci dentro tutto quello che mi piace: l&#8217;arte, la musica, l&#8217;estetica e il cinema».</p>
<p>Nelle vesti di Bella troviamo Laura Chiatti, molto felice di interpretare un personaggio particolare e completo come la protagonista di Il volto di un&#8217;altra. «È un film che mi ha arricchito moltissimo perché <strong>Pappi</strong> mi ha molto bacchettato. Io sono molto pigra e quindi anche nella recitazione tendo sempre ad amare i personaggi realistici perché mi sforzo di meno e invece lui è riuscito a farmi entrare nei panni di questa donna molto lontana da me perché sicura di sé e molto ambiziosa, che vuole essere sempre perfetta ed è disposta a far di tutto pur di arrivare». Nel cast troviamo anche Alessandro Preziosi nei panni di Renè, Iaia Forte – fra le attraici preferite di Corsicato – e Lino Guanciale.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/IlVoltoDiUnAltra.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60631];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60632" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/IlVoltoDiUnAltra.jpg" alt="" width="356" height="540" /></a></p>
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		<title>DUE AGENTI MOLTO SPECIALI</title>
		<link>http://cinemablog.it/due-agenti-molto-speciali/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 15:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedie]]></category>
		<category><![CDATA[Film d'azione]]></category>
		<category><![CDATA[In Home page]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Sull&#8217;onda della notorietà datagli da Quasi amici, ecco ritornare sul grande schermo Omar Sy, questa volta alle prese con un personaggio che strizza volutamente l&#8217;occhio<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Sull&#8217;onda della notorietà datagli da <em>Quasi amici</em>, ecco ritornare sul grande schermo Omar Sy, questa volta alle prese con un personaggio che strizza volutamente l&#8217;occhio all&#8217;Eddie Murphy nel suo celeberrimo <em>Un piedipiatti a Beverly Hills</em> degli anni 80. Con <em>Due agenti molto speciali</em> – nelle sale dal prossimo 28 marzo – il cinema francese dimostra ancora una volta l&#8217;intenzione di volersi adattare agli schemi d&#8217;oltreoceano ispirandosi volutamente a quelli che furono (o che sono) le pellicole di maggior successo.</p>
<p>In Due agenti molto speciali, dunque, oltre alla normale “capitalizzazione” della new entry di Omar Sy, viene proposto il classico cliché della coppia composta da poliziotto buono e poliziotto cattivo: l&#8217;uno simpatico, alla mano, pronto anche a trasgredire le regole pur di portare un&#8217;indagine al livello successivo; l&#8217;altro ligio, severo, dove ogni azione deve essere seguita come da manuale, un tipo non sempre socievole ma che, alla fine, si scioglie quasi sempre in una ritrovata umanità.</p>
<p><strong>La trama</strong></p>
<p>La moglie di un importante sindacalista francese viene trovata morta in mezzo ad un cumulo di spazzatura, nei pressi di una casa abbandonata alla periferia parigina. Il momento sociale è molto teso, soprattutto in questa parte della città, a Bobigny. Il caso, trattandosi di omicidio, spetta di ruolo alla squadra anticrimine di Parigi capitana dall&#8217;ispettore capo Francois Monge, ma in virtù del fatto che il cadavere è stato ritrovato da Ousmane Diakité, poliziotto della sezione finanziaria nato e cresciuto proprio nella <em>banlieue</em> di Bobigny, allora si decide di affidare ad entrambi l&#8217;incarico.</p>
<p>I due, provenienti da mondi praticamente paralleli, si troveranno fianco a fianco durante le indagini di un caso molto delicato durante il quale dovranno trovare prima di tutto un accordo di “stile”: Francois, infatti, è ligio alle regole, ambizioso, vicino alle caste alte dell&#8217;élite parigina; Ousmane, invece, è di origine africana e proletaria, cresciuto nella parte “down” della città. Insieme dovranno riuscire a stanare il colpevole prima che il caso degeneri in uno scontro sociale e politico.</p>
<p>Due agenti molto speciali si pone così a metà fra film d&#8217;azione e commedia, dove non mancano né le risate né i colpi di scena e, anche se non sempre le copie sono ben riuscite, l&#8217;allegria e la peculiarità di Sy che mima in un certo qual modo Murphy – vedi ad esempio il giubbotto oggi demodè e la suoneria del telefono – non può non strappare un sorriso agli appassionati del genere, quando i <em>cops</em> americani erano divi indisturbati del cinema grazie alle loro mirabolanti imprese.</p>
<p>Pur sentendosi onorato del paragone con l&#8217;attore americano, Sy ci tiene a precisare che «Non mi sento di essere l&#8217;Eddie Murphy francese, lo guardavo quando ero piccolo e i suoi personaggi mi hanno ispirato per questo film. Mi fa sempre molto piacere questo paragone con lui. Anche se io sono io e mi sta bene come sono». Tipica risposta alla francese, insomma&#8230;</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/due-agenti-molto-speciali.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60582];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60583" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/due-agenti-molto-speciali.jpg" alt="" width="482" height="685" /></a></p>
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		<title>L&#8217;amore inatteso</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 10:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Catholique Anonyme (Cattolico anonimo ndr) è un romanzo di Thierry Bizot molto famoso in Francia. E proprio da questo libro è tratto il soggetto di<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p><em>Catholique Anonyme</em> (Cattolico anonimo <em>ndr</em>) è un romanzo di Thierry Bizot molto famoso in Francia. E proprio da questo libro è tratto il soggetto di <em>L&#8217;amore inatteso</em>, opera prima della regista  Anne Giafferi, moglie – non a caso – dello stesso Bizot. L&#8217;amore inatteso, arrivato in Italia tre anni dopo la proiezione nei cinema francesi, è una commedia sul cambiamento spirituale e religioso di un quarantenne della upper class parigina, di come sia possibile incontrare sulla propria strada anche la fede, pur essendo – praticamente da sempre – ferventi assertori dell&#8217;illuminismo moderno.</p>
<p>Tratteggiato con il classico profilo francese un po&#8217; snob, L&#8217;amore inatteso non parla, con forte evidenza, dell&#8217;amore fra un uomo e una donna, ma dell&#8217;amore per il proprio dio, un sentimento che arriva dopo un lungo percorso iniziato e vissuto con forte scetticismo, ma capace di ridare un nuovo significato anche alle cose più piccole.</p>
<p>La trama</p>
<p>Antoine è un brillante avvocato quarantenne che vive a Parigi. Sposato con Claire, ha due figli. La sua esistenza trascorre tranquilla ed agiata nella capitale francese, frequentando amici intellettuali ed illuministi con i quali condivide ideali e stile di vita.</p>
<p>Durante il colloquio con l&#8217;insegnate di scuola di suo figlio Arthur, Antoine viene invitato dalla donna a seguire un incontro di catechesi. Troppo educato per dire no, Antoine accetta, ma vede la questione con profondo distacco. Dopo la derisione e lo scetticismo iniziale che in lui sortiscono gli incontri, Antoine si rende conto che la sua attenzione è mutata e che per lui quella catechesi così criticata sta diventando indispensabile.</p>
<p>Colto alla sprovvista dalla sua stessa reazione, Antoine ricerca nella fede un nuovo equilibrio ed una nuova serenità, condizione che lo spinge a cercare confronto, ma sa che se ponesse la questione ai suoi amici di sempre di certo lo deriderebbero. E stessa cosa vale per sua moglie Claire che, accortasi dei mutamenti del marito, adesso lo guarda con sospetto.</p>
<p>Antoine continua con sempre più convinzione i suoi incontri bisettimanali in parrocchia, non svelando a nessuno il suo segreto almeno in prima battuta. Quando poi la notizia viene diffusa, la disapprovazione è comune: come si può credere in un dio onnipotente? Come concepire che con una richiesta tradotta in forma di preghiera si ottenga un “miracolo”? E soprattutto come credere che dopo la morte ci sia una nuova vita dove buoni, cattivi e meno cattivi saranno divisi e costretti a percorrere un nuovo cammino senza tempo? Sua sorella Hortense, però, anima sensibile alle prese con mille problemi, sembra capirlo ed appoggiarlo.</p>
<p>Ma il cambiamento che cova in lui è, anche all&#8217;esterno, ravvisabile in maniera tangibile ed estesa, e la sua fede germoglia come virgulto, tanto che lo spinge a conciliarsi con suo padre e suo fratello, e a ritrovare il rapporto difficile con il figlio adolescente.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/l-amore-inatteso_cover.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60579];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60580" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/l-amore-inatteso_cover.jpg" alt="" width="1400" height="2000" /></a></p>
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		<title>BENVENUTO PRESIDENTE! QUESTIONI DI OMONIMIA</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 16:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedie]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Sembra una parodia ispirata alla situazione politica attuale la storia di Benvenuto presidente!, quella di un uomo che si trova, a sorpresa, catapultato in un<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Sembra una parodia ispirata alla situazione politica attuale la storia di Benvenuto presidente!, quella di un uomo che si trova, a sorpresa, catapultato in un mondo non suo, quello degli scranni di Montecitorio, ricoprendo la carica di Stato più alta: Presidente della Repubblica Italiana. La fatalità è da ritrovarsi nel suo nome illustre, Giuseppe Garibaldi, un nome impegnativo, ma che il protagonista porta con la leggerezza tipica dell&#8217;omonimia, senza che questo particolare possa cambiare in qualche modo la sua vita. Ed invece qualcosa cambia.</p>
<p>Per errore, infatti, viene eletto Presidente della Repubblica Giuseppe Garibaldi, un imbroglio bello e buono attuato dai politici, ma che nella realtà non trova il suo finale così come previsto dai votanti: di Giuseppe Garibaldi ce ne sono ben quattro in Italia, uno dei quali possiede tutti i requisiti per essere investito di tale carica.</p>
<p>Peppino, bibliotecario precario di montagna, viene così “prelevato” dalla sua vita normale e tranquilla per essere portato a Roma, nei palazzi del potere. L&#8217;uomo, amante della pesca e abituato alle compagnie di sempre, in un primo momento si troverà completamente spaesato, ma sarà proprio la sua genuinità a renderlo un buon presidente, capace di stare per davvero dalla parte degli italiani. Certo, il protocollo non è il suo forte, e vane e ilari saranno le azioni intraprese della bella segretaria generale della Presidenza della Repubblica, Janis Clementi. Da qui in poi, tutto può succedere&#8230;</p>
<p>«La prima volta me ne parlarono tre anni fa – spiega Claudio Bisio, protagonista del film nelle vesti di Peppino &#8211; quando <strong>Grillo </strong>era ancora un collega. Avevo un po’ di paura della responsabilità di interpretare un presidente, seppur di fantasia. L’età c’era, purtroppo, basta avere 50 anni. Abbiamo voluto raccontare la più grande istituzione italiana con l’irriverenza di una storia fra la favola e la farsa. Abbiamo girato dentro <strong>Montecitorio</strong> (quello che si vede è il vero <strong>Transatlantico</strong>) nei primi giorni di gennaio, durante le ferie. Giorni teoricamente deserti, ma, vista la situazione politica, pullulava di politici veri. Non tutti erano stati avvertiti e, vedendo in giro comparse vestite di tutto punto da deputati, alcuni erano terrorizzati!».</p>
<p>Benvenuto presidente! anticipa i tempi, dunque, portando sul grande schermo simpatia e cliché, italianismo puro e sorti politiche allo sbando, il tutto visto sotto la lente d&#8217;ingrandimento di Riccardo Milani, che – volendo – poteva osare di più. Di fianco a Claudio Bisio, il presidente “del popolo” c&#8217;è  Kasia Smutniak, che interpreta un fascinoso segretario di Stato alle prese con una causa che sembra senza speranza, ovvero quella di portare un po&#8217; di etichetta a questo improvvisato capo. Nel cast di Benvenuto presidente! figurano anche i nomi di Giuseppe Fiorello, Omero Antonutti, Remo Girone, Massimo Popolizio, Michele Alhaique, Cesare Bocci, Franco Ravera, Gianni Cavina e Stefania Sandrelli.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/benvenuto-presidente-locandina.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60567];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60568" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/benvenuto-presidente-locandina.jpg" alt="" width="380" height="544" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I CROODS, IL NUOVO FILM D&#8217;ANIMAZIONE PER LA DREAMWORKS</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 15:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedie]]></category>
		<category><![CDATA[Film d'animazione]]></category>
		<category><![CDATA[Film d'avventura]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Si presentano così I Croods, con un fare un po&#8217; sbilenco e cattivello, con una grafica dai colori accecanti e non proprio piacevolissima se paragonata<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Si presentano così I Croods, con un fare un po&#8217; sbilenco e cattivello, con una grafica dai colori accecanti e non proprio piacevolissima se paragonata ad altri film d&#8217;animazione. Eppure questa famigliola preistorica (ma evoluta) alla ricerca di un nuovo posto dove vivere &#8211; dopo che la loro caverna è stata distrutta da quello che sembra essere un vero e proprio cataclisma inarrestabile – piace e fa simpatia.</p>
<p>Dopo essere rimasti gli unici superstiti della catastrofe, I Croods intraprendono la loro avventura per il mondo, guidati dall&#8217;istinto di sopravvivenza e dalla voglia di resistere e di continuare una vita normale. Ma il loro viaggio verso una nuova casa li porterà a conoscere mondi e realtà diverse, sempre affascinati, un percorso che cambierà per sempre in loro la visione del mondo così come immaginata fino a quel momento.</p>
<p>A metà fra i Flinstones e la saga de L&#8217;era glaciale, I Croods rappresentano una calcomania ironica della famiglia tipica, composta da padre, madre, tre figli dalla forte caratterizzazione, una suocera (insopportabile, ovviamente), e due membri “adottivi”: Guy, un ragazzo dei nostri tempi, ribelle ma desideroso di calore affettivo e di una famiglia vera, e il suo animale domestico, Laccio, un bradipo simpatico e senza parola, ma che con il suo eloquente verso riesce a spiegarsi molto bene, forse anche più degli altri.</p>
<p>L&#8217;allegra combriccola de I Croods compie il suo viaggio periglioso e singolare senza nulla invidiare a famiglie o personaggi più celebri &#8211; come i già citati Flinstones o quelli di Ice Age – muovendosi in uno spazio proprio, personale, sapientemente costruito intorno alla psicologia dei personaggi che, se da un lato peccano nel costrutto grafico (che esula però dalla buona qualità del 3D), per il resto sono tratteggiati con perizia, tanto che è facile riuscire ad immedesimarsi nelle follie adolescenziali di Hip, la figlia ribelle de I Croods, oppure nell&#8217;iperprotettivo papà Grug. C&#8217;è chi, invece, riconoscerà nella “vecchia” Nonna (anziana relativamente se si pensa ai giorni nostri, ma una donna di 45 anni nella preistoria è praticamente una millenaria paragonata ai tempi odierni <em>ndr</em>) la suocera per eccellenza, il classico stereotipo della signora di mezza età insistente ed insopportabile, ma che nonostante ciò brilla per il suo essere strenuo e per l&#8217;innato istinto di sopravvivenza.</p>
<p>Per pubblicizzare l&#8217;uscita al cinema de I Croods, il sito archeologico inglese di Stonehenge ha rilasciato alla Twentieth Century Fox un permesso del tutto straordinario, ossia quello di installare un monumento moderno con la scritta “The Croods” proprio dinanzi al  misterioso circolo di menhir. Un particolare saluto all&#8217;equinozio di primavera al quale i piccoli boy scouts locali non potevano non partecipare, aiutando materialmente lo staff nella collocazione del finto blocco di pietra riportante il titolo del film.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/i_croods.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60562];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60563" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/i_croods.jpg" alt="" width="600" height="890" /></a></p>
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		<title>Buongiorno Papà</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 15:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Andrea (Raoul Bova) è un trentottenne bello ed affascinante, il classico metrosexual dalla carriera avviata e dalla fissa per l&#8217;estetica. La sua vita è senza<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Andrea (Raoul Bova) è un trentottenne bello ed affascinante, il classico metrosexual dalla carriera avviata e dalla fissa per l&#8217;estetica. La sua vita è senza fissa dimora sentimentale, passando da una donna all&#8217;altra senza il benché minimo problema. Unica attenzione è indirizzata verso il suo lavoro, quello che svolge per un&#8217;importante agenzia che si occupa di product placement. Tutto per Andrea è perfetto.</p>
<p>Un giorno, però, la sua sindrome di Peter Pan viene seriamente minata da una stravagante ragazzina di 17 anni che, bussando alla sua porta, si presenta come sua figlia (Rosabell Laurenti Sellers). Ma Layla  non è sola: con lei c&#8217;è anche suo nonno Enzo (Marco Giallini), un improbabile ex rockettaro  che vive fermo nel suo stile, padre della sua prima conquista, Lorenza (Nicole Grimaudo) ormai lasciata nel dimenticatoio. Ora Layla e nonno Enzo sono lì, davanti alla porta di casa &#8211; che Andrea divide con il suo amico disoccupato Paolo (Edoardo Leo, il regista <em>ndr</em>)– e non hanno intenzione di andare via.</p>
<p><em>Buongiorno papà</em> è una commedia brillante, realizzata in maniera corale un po&#8217; come si faceva con i film di un tempo, dove il regista Edoardo Leo ha lasciato ampio spazio al dialogo e all&#8217;interazione degli attori con la realizzazione delle scene, facendo del set una vera e propria fucina di idee.  «Quando ho ereditato il soggetto di Massimilano da Federica Lucisano, me ne sono subito innamorato – spiega Leo -. Amo le storie di famiglie un po’ strambe e che raccontano di un passato che ritorna. Esisteva una prima versione della sceneggiatura che ho rimaneggiato secondo il mio gusto. È stato un bellissimo anno di lavoro e il fatto di aver scelto presto gli attori mi ha permesso di mettere ancora più cura nella scrittura dei ruoli».</p>
<p>Raul Bova nelle vesti del piacione, ora più che mai, convince, preso dalla frenesia di un personaggio molto diverso da sé, che a 38 anni ancora vive di fasi ormonali. «<strong>Buongiorno papà</strong> non è stato un film complicato – dichiara Bova in conferenza stampa -, insieme a Marco e agli altri attori siamo sempre passati con naturalezza da momenti di grande comicità a momenti più drammatici. Nemmeno il personaggio di Andrea mi ha mai creato problemi, anche se è diversissimo da me. Lui incontra la figlia quando lei è già adolescente, io invece mi sono goduto tutti i momenti dei miei figli. Di Andrea, comunque, mi piace la fragilità, mi piace che chieda aiuto a sua figlia. Tutti i genitori dovrebbero essere così: aperti al dialogo. I nostri genitori erano più duri di quelli di oggi. La loro sicurezza spesso impediva il dialogo. Credo – conclude &#8211; che sia fondamentale parlare con i propri figli e soprattutto non mettersi mai davanti a loro».</p>
<p>Concreti e portanti i personaggi femminili, Lorenza e Layla, interpretati rispettivamente da Nicole Grimaudo e da Rosabell Laurenti Sellers. Ma chi ammalia di più è Marco Giallini, esilarante nel suo personaggio di nonno sopra le righe, patito del rock e tatuato fino al midollo.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/buongiorno-papà.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60547];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60548" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/buongiorno-papà.jpg" alt="" width="434" height="600" /></a></p>
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