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	<title>Cinema Blog &#187; Film drammatici</title>
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	<description>Tutto sui film al cinema e homevideo</description>
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		<title>IL GRANDE GATSBY</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>È uno dei film più attesi di questa stagione cinematografica Il grande Gatsby, un film che siamo certi sarà in vetta al box office italiano<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>È uno dei film più attesi di questa stagione cinematografica <em>Il grande Gatsby</em>, un film che siamo certi sarà in vetta al box office italiano per le prossime settimane, complice un cast stellare, la trama già nota e rodata, e lo zampino di un regista come Baz Luhrmann, che a suo tempo ci ha fatto ridere, piangere e sognare con Romeo + Juliet e Moulin Rouge.</p>
<p>Questa volta per Il grande Gatsby il regista ha richiamato Leonardo Di Caprio, con il quale aveva già lavorato nella moderna trasposizione del classico shakespeariano Romeo + Juliet. Accanto a lui abbiamo poi Carey Mulligan, Tobey Maguire e Isla Fisher, che ruotano nel mondo di luci ed ombre del grande Gatsby, preso dalle sue feste e dal un piccolo regno di elitari personaggi.</p>
<p>Il grande Gatsby, che verrà distribuito dalla Warner Bros Italia, sarà in tutte le sale italiane da domani, 16 maggio 2013.</p>
<p><strong>La trama</strong></p>
<p>Nick Carraway è un aspirante scrittore che ha lasciato il Midwest per vivere a New York, la città dei sogni, rincorrendo il suo personale sogno americano. Siamo nella primavera del 1922, un&#8217;epoca contrassegnata da alcuni punti d&#8217;ombra, definita spesso di dubbia mortalità e ricca di delinquenza, accompagnata da un sottofondo incessante di musica jazz.</p>
<p>Nick vive a Long Island e ha come vicino di casa un misterioso milionario, Jay Gatsby, sempre pronto ad organizzare feste e a ricevere i suoi ospiti in una nuova serata mondana. Sulla sponda opposta della baia, invece, vive Daisy con il suo amorevole e nobile marito Tom Buchanan.</p>
<p>Facendo amicizia con loro, Nick si ritrova rapito da un nuovo mondo, quello composto dai super ricchi, quelli a cui piace sollazzarsi fra un buon sigaro e alcool a fiumi parlando del prossimo investimento da fare in borsa. Ma anche i ricchi piangono, e Nick capisce che quel micro cosmo è anche pieno di illusioni, di inganni e di amori non sempre ben tollerati, spesso impossibili: a sua insaputa, l&#8217;aspirante scrittore diviene il depositario di una società quasi irreale, che vive propri codici e proprie tragedie.</p>
<p>Dopo che l&#8217;uscita è stata rimandata per diverse volte a causa di vari problemi, finalmente Il grande Gatsby farà il suo ingresso trionfale nelle sale italiane, e, mentre scriviamo, è in presentazione al Festival di Cannes, naturalmente fuori concorso. Il film si ispira al celeberrimo romanzo omonimo scritto da Francis Scott Fitzgerald e rappresenta la quarta trasposizione cinematografica in ordine di tempo dopo la versione muta del 1926 – purtroppo andata perduta -, Il grande Gatsby del 1949 e quella del 1974.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/05/il-grande-gatsby_cover.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60703];player=img;"><img class="alignnone size-large wp-image-60704" src="http://cinemablog.it/files/2013/05/il-grande-gatsby_cover-717x1024.jpg" alt="" width="717" height="1024" /></a></p>
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		<title>Viaggio Sola</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 07:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
		<category><![CDATA[In Home page]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Irene ha superato i quarant&#8217;anni e vive felice. La sua vita non è fatta di marito, figli e lavoro, ma di solo lavoro. E che<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Irene ha superato i quarant&#8217;anni e vive felice. La sua vita non è fatta di marito, figli e lavoro, ma di solo lavoro. E che lavoro. Irene è una mistery guest, una persona che viaggia per il mondo e testa, in incognito, hotel di lusso per poi darne valutazioni oggettive rispetto allo standard indicato. Il suo è, agli occhi di molti, il lavoro perfetto, che le dà la possibilità non solo di viaggiare gratis e scoprire ogni volta un posto diverso, ma anche di dormire in alberghi lussuosi, per privilegiati. Ma la sua è un&#8217;attività che le dà anche e soprattutto la libertà a cui molte donne (ed uomini) della sua età anelano, compresse in una vita fatta di compiti dopo scuola e partite di calcetto o lezioni di danza.</p>
<p>Ma Irene è lontana anni luce da questo modo di vivere e, addirittura, queste “mancanze” non sembrano pesarle. Certo, questo suo lavoro la porta a viaggiare praticamente sempre, a non avere nessun tipo di legame stabile, e anche la sua famiglia la vede davvero molto poco. Silvia, sua sorella, ha invece un&#8217;esistenza completamente diversa dalla sua: moglie e mamma sempre in corsa, è svampita e affannata, e non disdegnerebbe di certo avere un briciolo di libertà per sé. Fra i pochi, nella vita di Irene ruota ancora Andrea, suo ex, oggi divenuto amico e confidente.</p>
<p>Irene continua a sentirsi una privilegiata, senza nessun bisogno di stabilità, fino a che giunge qualcosa di inaspettato che le fa mettere in discussione ogni cosa di sé.</p>
<p>Diretto da Maria Sole Tognazzi, <strong><em>Viaggio sola </em></strong>è una riflessione profonda sulla vita e sulle apparenze, sulle necessità dell&#8217;animo umano nascoste dietro la normale realtà delle cose. Nei panni di Irene troviamo Margherita Buy, felice di essere diretta da una donna e soprattutto contenta di aver interpretato un personaggio così particolare come quello della protagonista di Viaggio sola: «È un personaggio che mi è piaciuto tantissimo per la solidità che possiede – spiega la Buy -. È una donna single che è finita per inerzia a fare una vita che ora le fa scoprire cosa le manca. Sembra che questo mondo le stia crollando intorno, invece si dimostra molto più sicura di se stessa».</p>
<p>Accanto alla Buy, Stefano Accorsi nei panni di Andrea. «Riguardo alla solitudine posso dire che non è brutta se la si sceglie, in quei preziosi momenti in cui uno può fermarsi a riflettere. Questo film è un po&#8217; un contenitore di solitudine, dove ogni personaggio sperimenta la propria». Anche Accorsi ha molto apprezzato il fatto che a dirigere il film ci fosse una donna: una considerazione che fa capire quanto ancora lontani siamo dalle “quote rosa” anche nel mondo della cinematografia.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/05/viaggio-sola.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60676];player=img;"><img class="alignnone size-large wp-image-60677" src="http://cinemablog.it/files/2013/05/viaggio-sola-716x1024.jpg" alt="" width="716" height="1024" /></a></p>
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		<title>11 SETTEMBRE 1683</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 15:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Anno domini 1683. L&#8217;Europa è letteralmente invasa dagli islamici, che vogliono imporre la loro religione su tutto il Vecchio Continente. L&#8217;11 settembre di quello stesso<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Anno domini 1683. L&#8217;Europa è letteralmente invasa dagli islamici, che vogliono imporre la loro religione su tutto il Vecchio Continente. L&#8217;11 settembre di quello stesso anno, trecentomila guerrieri vengono chiamati da ogni angolo dell&#8217;Impero Ottomano per andare alla conquista dell&#8217;ambita “mela d&#8217;oro”: Vienna. La truppa invade la città guidata dal gran visir Kara Mustafa, al quale il sultano di Istanbul ha affidato il verde vessillo con la luna crescente, simbolo dell&#8217;islam, che la tradizione vuole sia appartenuto proprio a Maometto in persona.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di asservire all&#8217;islam tutta l&#8217;Europa ed innalzare il vessillo del profeta in tutte le capitali d&#8217;Europa, di fare della basilica di San Pietro una moschea, di Roma, la culla della cristianità, una nuova La Mecca. E quando nella notte una fulgida cometa appare nei cieli, per gli ottomani è segno di vittoria sicura: presto i cavalli arabi si abbevereranno alle fontane di piazza San Pietro.</p>
<p>Intanto, il destino di Vienna sembra segnato. Dopo due mesi di attacchi violenti, la città resiste ancora eroicamente, ma i colpi di cannone hanno fatto più brecce nella mura, aprendo la via per rapide incursioni della cavalleria tartara affiancata dai giannizzeri del gran visir. La resistenza è ormai allo stremo.</p>
<p>Marco da Aviano è un monaco cappuccino di origini italiane che infiamma le folle, capace di tirare a sé le menti e di leggere le stelle. Figlio di una nobile stirpe, consigliere e guida spirituale dell&#8217;imperatore asburgico Leopoldo I, la mattina dell&#8217;11 settembre, all&#8217;alba, celebra messa nella chiesa che sovrasta la città e, durante l&#8217;omelia, incita le truppe cristiane. Dopo quelle parole infuocate, l&#8217;umore, nonostante tutto, è alto.</p>
<p>Inizia così una nuova giornata di battaglia che si trascina fino al tramonto, in un gioco delle parti altalenante per gli uni e per gli altri, mentre sulla cima della montagna si staglia la figura di fra Marco che mostra verso il cielo il crocefisso. Ed ecco che, finalmente, in aiuto dei cristiani arriva la lega santa guidata dal re polacco Jan III Sibieski, che conduce l&#8217;assalto finale e sconfigge le truppe nemiche, spingendosi fino agli accampamenti, lì dove risiede Kara Mustafa, all&#8217;interno della sua tenda verde, con il vessillo del profeta.</p>
<p><em>11 settembre 1683</em> è il nuovo film diretto da Renzo Martinelli, che si avvale della consulenza storica e scrittoria di Valerio Massimo Manfredi. Fondamentalista religioso ed etnico, Martinelli in questa  pellicola porta in scena la battaglia di Vienna e gli eventi collaterali ad essa collegati, concentrandosi molto proprio sulla figura di Marco da Aviano, che qui viene rappresentato come un valoroso combattente d&#8217;anime, capace di trasferire il proprio carisma e la propria forza all&#8217;esercito in battaglia.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/11-settembre-1683.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60643];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60644" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/11-settembre-1683.jpg" alt="" width="635" height="900" /></a></p>
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		<title>UN GIORNO DEVI ANDARE</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 13:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Augusta è giovane, la sua è una vita già segnata da profonde e dolorose vicissitudini. Dopo un matrimonio finito ed una gravidanza fallita che le<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Augusta è giovane, la sua è una vita già segnata da profonde e dolorose vicissitudini. Dopo un matrimonio finito ed una gravidanza fallita che le ha negato per sempre la possibilità di essere madre, Augusta comincia a mettere in discussione ogni cosa di sé e della sua esistenza, di quella vita che quasi sembra prendersi gioco di lei mettendola dinanzi a montagne spinose ed altissime.</p>
<p>Grazie alla madre, conosce suor Franca, una missionaria. Con lei vola verso l&#8217;Amazzonia per dare una mano nei villaggi indios, nel cuore del verde polmone del mondo, racchiusi in una vegetazione lussureggiante e seducente. Ma qui, nel remoto del mondo, l&#8217;occidente tenta instancabilmente di farsi strada, di imporsi su tradizioni, usi e religione. Per Augusta è tempo, però, di compiere il proprio percorso e quello non è il luogo adatto.</p>
<p>Decide così di lasciare la missione italiana per recarsi a Manaus. Qui la donna vive in una favela, diventando vicina e confidente degli abitanti del luogo, dividendo con loro ogni attimo e ogni gioia, ogni povertà. Perché è la povertà – di beni, ma non di spirito – che distingue quel popolo. Ed è qui, proprio a contatto con questa gente, che Augusta scoprirà una nuova se stessa, un modo di fare e di vivere nuovo, che la rivaluta la bellezza e l&#8217;essenzialità del piccolo, una vita scandita da nuovi tempi, da nuove priorità, in un luogo in cui la natura ha un senso profetico, mistico.</p>
<p>L&#8217;istinto della vita la travolge, lenisce il suo dolore e la prepara per innate consapevolezze, riscoprendo l&#8217;amore, nel corpo e nell&#8217;anima, la possibilità di una maternità anche solo putativa.</p>
<p><em>Un giorno devi andare</em> è un film complesso, che tocca corde sottile, vibranti, dell&#8217;animo umano. La protagonista, interpretata da Jasmine Trinca, segue un percorso personale di ricerca e riscatto compiendo un viaggio in Amazzonia ma soprattutto dentro se stessa, approdando, come già accaduto negli altri film di Giorgio Diritti, alla comprensione delle cose preziose dell&#8217;esistenza, quelle piccole ed essenziali, nascoste dal boom sociale ed economico dell&#8217;occidente, che ha presto dimenticato la semplicità.</p>
<p>«Volevo fare un film che fosse un&#8217;occasione di viaggio – spiega il regista Diritti -, mi piaceva pensare che lo spettatore a fianco di Augusta potesse stupirsi con lei e vivere le sue emozioni. Il viaggio è l&#8217;occasione per ritrovarti di fronte a cose che ti interrogano sulla vita che stai vivendo e grazie a questo cominci a ristabilire delle priorità. Qua partiamo da un trauma personale, ma a motivare il viaggio è comunque il desiderio di essere felici o di vivere meglio. Anni e anni di consumismo e promesse di felicità ci hanno portato un senso di oppressione, di pesantezza e di angoscia, adesso che l&#8217;economia va male. Un viaggio – conclude &#8211; si può fare avendo la forza di guardare le cose in un modo diverso, anche passeggiando per Roma, o sull&#8217;Appennino, non necessariamente in Amazzonia».</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/un-giorno-devi-andare_cover.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60639];player=img;"><img class="alignnone size-large wp-image-60640" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/un-giorno-devi-andare_cover-716x1024.jpg" alt="" width="716" height="1024" /></a></p>
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		<title>Come un tuono</title>
		<link>http://cinemablog.it/come-un-tuono/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 10:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Luke è uno stuntman motociclista. Lo chiamano anche Luke il Bello grazie al suo innato fascino e a quel suo essere spericolato ed errante: un<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Luke è uno stuntman motociclista. Lo chiamano anche Luke il Bello grazie al suo innato fascino e a quel suo essere spericolato ed errante: un bello e dannato, insomma. Insieme con la sua carovana, porta uno spettacolo ambulante in giro per gli Stati Uniti: un fenomeno da baraccone con i capelli biondi e senza radici, che conosce solo la legge delle due ruote e cambia donna ogni notte.</p>
<p>A distanza di un anno, la carovana di artisti approda di nuovo a Schenectady, New York, e qui Luke ritrova Romina, una sua ex con la quale ha avuto una breve relazione tempo addietro. La donna gli confessa che dalla loro unione è nato un bambino, Jason. Questa notizia sconvolge profondamente lo stuntman, proprio lui che non ha mai avuto un padre è diventato genitore in modo quasi inconsapevole. Ma Luke vuole assumersi le sue responsabilità di papà e, dinanzi agli occhi del piccole e paffuto bambino biondo, decide di lasciare la sua carovana e di restare con Romina.</p>
<p>Ma un bambino e l&#8217;essere genitore comportano un impegno non solo morale, ma anche economico: ed è per far fronte a questa esigenza che Luke comincerà a rapinare banche, con una leggerezza tipica di chi sembra non conoscere la legge, ma prende queste azioni come una sorta di lavoro alternativo.</p>
<p>Ma sulla sua strada arriva a mettergli <em>i bastoni fra le ruote</em> Avery Cross, un ex poliziotto nato e cresciuto in una importante famiglia locale, ambizioso ed istruito, dalla vita apparentemente perfetta e pertanto ammirato dalla comunità. Ma anche la vita privilegiata di Avery nasconde profondi tagli:  ha un rapporto difficile con la sua famiglia e comunicare con la moglie ed il figlio è quasi impossibile, forse perché anche lui ha sofferto (e soffre) per un padre che gli ha permesso di vivere solo alla sua ombra, senza troppe alternative.</p>
<p>E quando Avery incontra Luke, questi è pronto a tutto pur di incastrarlo e, proprio perseguendo questo intento, commette un errore, uno sbaglio che mai avrebbe immaginato di compiere e che innescherà una reazione a catena di ingiustizie.</p>
<p><em>Come un tuono</em> vede intrecciarsi due storie diverse, quella di Luke e quella di Avery, due uomini apparentemente molto diversi far loro, ma che il destino mette sulla stessa strada per ben due volte. Infatti, i rispettivi figli, a distanza di 15 anni dal loro primo incontro, li porteranno ad incrociarsi di nuovo, quasi in un ultimo confronto. Ottima la regia di Derek Cianfrance, apprezzato dalla critica per la sua capacità di dare valore e risalto alla profondità dei personaggi e alla recitazione dei protagonisti, interpretati da Ryan Gosling (Luke) e da Bradley Cooper (Avery) in eccellente forma. La colonna sonora è stata affidata Mike Patton, ex leader dei Faith No More. Nel cast ritroviamo anche Rose Byrne, Eva Mendes e Ray Liotta.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/come_un_tuono_.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60622];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60623" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/come_un_tuono_.jpg" alt="" width="600" height="857" /></a></p>
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		<title>IL CACCIATORE DI GIGANTI</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 19:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film d'animazione]]></category>
		<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
		<category><![CDATA[Film fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[In Home page]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>L&#8217;epopea del genere fantasy non accenna ad esaurirsi nell&#8217;ambito cinematografico. Complici i successi del Signore degli Anelli, di Harry Potter e compagnia, Hollywood non poteva<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>L&#8217;epopea del genere fantasy non accenna ad esaurirsi nell&#8217;ambito cinematografico. Complici i successi del Signore degli Anelli, di Harry Potter e compagnia, Hollywood non poteva non spremere fino in fondo il genere arruolando volti e nomi noti per partorire pellicole sempre nuove. Arriva così da Oltreoceano <em>Il cacciatore di giganti</em>, un fantasy che spesso sfocia in favola ma che però non è riuscito a soddisfare completamente il pubblico americano: la partita giocata in casa, infatti, si è rivelata decisamente una sconfitta in termini di incassi al botteghino.</p>
<p>Lo scorso 28 marzo, Il cacciatore di giganti è arrivato anche in Italia dove &#8211; stando agli incassi del primo week end che ammontano ad oltre un milione di euro &#8211; è stato invece molto ben accolto, decisamente meglio rispetto a The Host, che non ha raggiunto neanche la metà dell&#8217;incasso de Il cacciatore di giganti.</p>
<p><strong>La trama</strong></p>
<p>Jack (Nicholas Hoult) è un giovane contadino sognatore. La sua vita cambia radicalmente quando conosce la bella e ribelle Isabella (Eleanor Tomlinson), principessa annoiata ed ansiosa di conoscere il mondo e di fare nuove esperienze. La loro è un storia singolare dove il plebeo incontra una ricca ed affascinate ragazza dal sangue blu e se ne innamora corrisposto. Ma il loro idillio amoroso è destinato presto a complicarsi.</p>
<p>Jack decide un giorno di servirsi dei suoi fagioli magici che, all&#8217;istante, generano una pianta enorme, che sconfina ben oltre le nuvole e che porta con sé Isabella. La ragazza si troverà così nella leggendaria Terra dei Giganti, rapita da un mondo del quale Jack aveva solo sentito raccontare nelle storie.</p>
<p>Ora che sono liberi di giungere sulla terra, i giganti ritornano violenti all&#8217;attacco, reclamando quelli che un tempo erano i loro territori oggi invasi dagli umani. La lotta è impari, ma occorre riscattare la propria terra e, soprattutto, salvare Isabella. Prende così parte ad una spedizione di salvataggio pronta a tutto pur di ristabilire un equilibrio. Con Jack vi saranno anche la guardia Elmont (Ewan McGregor) e l&#8217;infido consigliere Roderick (Stanley Tucci). Riuscirà il ragazzo a salvare il suo amore ed il regno? In un combattimento epico ai limiti fra i due mondi, Jack entrerà nella leggenda insieme con i suoi compagni d&#8217;avventure&#8230;</p>
<p>Il cacciatore di giganti è al cinema anche in 3D, un “artificio” assolutamente irrinunciabile quando si parla di film fantasy e che ha emozionato gli stessi protagonisti del film, Nicholas Hoult e Eleanor Tomlinson, che vedendosi sul grande schermo si sono detti molto emozionati, quasi increduli dinanzi alla potenza della realtà visiva offerta proprio dalle nuove tecnologie. Un motivo in più per correre al cinema a vedere Il cacciatore di giganti.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/il-cacciatore-di-giganti-la-locandina-italiana.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60613];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60614" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/il-cacciatore-di-giganti-la-locandina-italiana.jpg" alt="" width="560" height="800" /></a></p>
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		<title>BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 19:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Dal nuovo libro-culto della generazione adolescenziale scritto da Alessandro D&#8217;Avenia, ecco arrivare sullo schermo il prossimo 4 aprile Bianca come il latte, rossa come il<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Dal nuovo libro-culto della generazione adolescenziale scritto da Alessandro D&#8217;Avenia, ecco arrivare sullo schermo il prossimo 4 aprile <em>Bianca come il latte, rossa come il sangue</em>, una storia di ragazzi, d&#8217;amore e di scelte e situazioni difficili da affrontare.</p>
<p>Protagonista è Leo, un adolescente come tanti diviso fra il tedio dello studio, l&#8217;amato campo di calcetto e la musica: insomma, il tipico ragazzo ai tempi del liceo. E poi c&#8217;è, naturalmente, l&#8217;amore. Infatti Leo è innamorato di Beatrice, ma non ha il coraggio di confessare alla bella ragazza dai capelli rossi quello che il suo cuore gli urla. Si fa così aiutare da una sua compagna di classe, ma proprio quando si avvicina per la prima volta a Beatrice, ecco che Leo scopre e condivide con lei un grande dolore: la ragazza è affetta da leucemia. Da adolescente senza pensieri, Leo si trova davanti a tante domande e tante scelte da compiere, appoggiato ed aiutato proprio da chi non avrebbe mai sperato lo facesse.</p>
<p>Il regista Giacomo Campiotti ritorna di nuovo dietro la macchina da presa per un film per il grande schermo: dopo anni dedicati quasi esclusivamente alla tv, ecco una storia che ha saputo toccare le sue corde, quelle di “narratore” di storie di ragazzi, di adolescenti, un&#8217;età che lo stesso Campiotti ha ammesso di sentire più vicino al proprio modo di vedere e sentire le cose. «Non conoscevo il libro – spiega il regista in conferenza stampa durante la presentazione di Bianca come il latte, rossa come il sangue -  ho letto prima la sceneggiatura, ma ho capito presto perché mi è stato proposto. Credo sia totalmente nelle mie corde, ho fatto molti film sull’adolescenza, un’età della vita che sento vivissima in me, in cui si è in bilico fra tanti sogni e i primi problemi della realtà. L’invito a non abbandonare sogni e speranze alla ricerca di una vita consapevole e piena di gioia mi corrispondeva tantissimo. Sono laureato in pedagogia, ho quattro figli e vivo in mezzo ai ragazzi perché, purtroppo, mi stimolano molto più degli adulti. Mi sono molto divertito ad usare un linguaggio diverso rispetto alle fiction – conclude &#8211; ogni storia va raccontata in un certo modo».</p>
<p>Nel cast anche Luca Argentero nei panni di un affascinate professore di italiano, Flavio Insinna, Filippo Scicchitano – già visto in Scialla! &#8211; e Aurora Ruffino. La colonna sonora è stata curata, invece, dai Modà che con la loro Se si potesse non morire – sul podio del festival di Sanremo 2013 – segnano il leitmotiv dell&#8217;intera narrazione di Bianca come il latte, rossa come il sangue, tanto che lo stesso video della canzone è modulato sulle scene madri del film diretto da Campiotti.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/biancacomeillatterossacomeilsangue.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60609];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60610" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/biancacomeillatterossacomeilsangue.jpg" alt="" width="500" height="714" /></a></p>
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		<title>COME PIETRA PAZIENTE</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 15:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>La syngué sabour (pietra paziente) è, nella tradizione afgana, una pietra magica, una pietra alla quale è possibile raccontare tutte le proprie sventure, i propri<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>La <em>syngué sabour</em> (pietra paziente) è, nella tradizione afgana, una pietra magica, una pietra alla quale è possibile raccontare tutte le proprie sventure, i propri malesseri, le infelicità e i tristi segreti. Lei ascolta, silenziosa, ma assorbe tutto il dolore e il dramma della vita narratale. Poi, magicamente, va in frantumi, e porta con sé tutto il male lasciando libero il confidente.</p>
<p>Ed è proprio una pietra paziente che aleggia nel film di Atiq Rahimi, solo che questa volta la pietra in questione non è affatto un minerale, ma è un uomo in coma.</p>
<p>Siamo ai piedi delle montagne intorno a Kabul, in un paesaggio dilaniato dalla guerra e dalla disperazione. Una giovane donna afgana vive in una casa semidistrutta dalle bombe, dove accudisce un marito ormai in coma, ex combattente della Jihad ferito durante uno scontro a fuoco ed ora in stato vegetativo. La donna, sola e senza soldi, con due bambine ed un marito da assistere è disperata, e va ad accrescere quella che è la sacca sociale delle donne vedove o abbandonate della sua terra. Il suo dolore si riversa, così, sul marito incosciente, la sua pietra paziente, al quale adesso può confidare tutta la sua rabbia e il suo malessere, fino a giungere a segreti inconfessabili che mai avrebbe pensato di proferire proprio a lui.</p>
<p>Lasciate le bambine da una zia prostituta che gestisce una casa di piacere, la donna ritorna nella sua casa. Un giorno, all&#8217;interno della sua abitazione entra un giovane soldato e la costringe con la forza all&#8217;atto sessuale. Si tratta però di un giovane inesperto, che però apre in lei nuove sensazioni, facendo sbocciare una femminilità ed una sessualità troppo a lungo repressa. I due si incontreranno sempre più spesso e ben presto nascerà una strana storia d&#8217;amore.</p>
<p>La donna diviene così una prostituta, un “naturale” percorso per molte donne locali che si trovano nella sua stessa condizione, guidata spiritualmente proprio dalla zia che ha in custodia le sue bambine. Ma quello che per forza di cose diventa il suo sostentamento, fa sorgere in lei una  consapevolezza, un riscatto morale che passa dal fango per raggiungere una vetta che mai avrebbe pensato di raggiungere. E testimone muto e silenzioso di questa rinascita femminile è proprio suo marito, quell&#8217;uomo così diverso da lei, arido e feroce, molto più anziano e che mai nella vita le ha mostrato un minimo di attenzione o di semplice affetto. Proprio il marito è la sua pietra paziente, che assorbe tutto il dolore fino ad andare in frantumi&#8230;</p>
<p>Tratto dal romanzo <em>Pietra di Pazienza</em> di Atiq Rahimi, edito in Italia da Einaudi, <em>Come pietra paziente</em> è la trasposizione cinematografica del libro diretta dallo stesso scrittore. Molto brava è la protagonista del film Golshifteh Farahani, attrice iraniana, già vista in <em>About Elly</em>, <em>Pollo alle prugne e in Just like woman</em>.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/COME-PIETRA-PAZIENTe1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60592];player=img;"><img class="alignnone size-large wp-image-60594" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/COME-PIETRA-PAZIENTe1-731x1024.jpg" alt="" width="731" height="1024" /></a></p>
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		<title>SU RE, LA PASSIONE DI CRISTO IN TERRA NURAGICA</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 15:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Come ormai da tradizione cinematografica, ogni anno nelle sale arriva un film ispirato alla passione di Cristo. Solitamente, tali pellicole sono destinate ad un pubblico<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Come ormai da tradizione cinematografica, ogni anno nelle sale arriva un film ispirato alla passione di Cristo. Solitamente, tali pellicole sono destinate ad un pubblico specifico, ovvero quello dei credenti, che rivive i momenti crudi e salienti del proprio credo, della vita del proprio dio. Anche quest&#8217;anno, dunque, non manca al cinema una nuova trasposizione del genere: <em>Su Re</em>.</p>
<p>Si tratta di una pellicola dove sceneggiatura, regia e montaggio sono opera esclusiva di Giovanni Columbu, poliedrico uomo abituato a saltare dalla fotografia alla scrittura e dalla regia alla tv. Columbu ci propone una passione che si potrebbe definire “alternativa” ambientatola nella sua terra natale, la splendida Sardegna, esattamente come un tempo i pittori ambientavano le loro opere religiose nei posti e nei luoghi a loro familiari.</p>
<p>Senza veli e censure, Su Re racconta gli ultimi giorni del Cristo in maniera fedele, rigorosa, ma offrendo una visuale nuragica che porta sullo schermo costumi, asperità e linguaggio di una terra misteriosa, ammantata solo di bianco e nero, dove soltanto alla fine, con la Resurrezione, fa capolino il sole. Il film inizia e termina nel sepolcro divino, dove Maria piange sul corpo del figlio e la narrazione è un flashback continuo di dolorosi ricordi appartenenti ai diversi protagonisti.</p>
<p>Volti e costumi sono naturali, vividi, lontano dalle angelicate iconografie e vicini alla semplicità della terra, a partire dallo stesso Gesù che, distante dalle chiome perfette e fluenti del passato, viene  presentato come un uomo che, con forte evidenza, ha conosciuto la fatica, il dolore della sopravvivenza in una terra spesso ostile.</p>
<p>Su Re diventa così l&#8217;occasione non solo per narrare la storia più celebre e più rivisitata del mondo, ma è anche e soprattutto il ritratto di un personaggio e di un&#8217;epoca dove i più deboli subiscono le vessazioni spesso gratuite dei potenti, dove la religione di stato non lesina neanche un istante ad impartire la sua vorace vendetta su coloro che, “imprudenti”, hanno espresso la propria verità. La situazione, ieri come oggi, non è affatto sanata, in un mondo dove la violenza in nome della religione, qualunque essa sia, è ancora più forte del buon senso, della semplice umanità. Ed è probabilmente per questo motivo che Su Re è un film non solo religioso, ma che spinge a riflettere su alcuni principi cardine della società, la nostra società, quella che si definisce evoluta e civile, ma dove gli interessi dei più forti si stagliano senza remore e senza ritegno, mentre dal basso il popolo subisce vessazioni e tradimenti morali.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/Su-Re1.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60586];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60589" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/Su-Re1.jpg" alt="" width="315" height="448" /></a></p>
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		<title>LA FRODE, UN NOIR PER RICHARD GERE</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 11:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
		<category><![CDATA[In Home page]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Alla vigilia del suo 60esimo compleanno, Robert Miller (Richard Gere) è il ritratto dell&#8217;uomo perfetto: abile negli affari, nonché padre e marito modello. Ma dietro<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Alla vigilia del suo 60esimo compleanno, Robert Miller (Richard Gere) è il ritratto dell&#8217;uomo perfetto: abile negli affari, nonché padre e marito modello. Ma dietro l&#8217;apparenza c&#8217;è una realtà ben  più amara, una realtà che Miller ha saputo magistralmente celare, fatta di truffe e di tradimenti sia affettivi che lavorativi.</p>
<p>La sua etica professionale, infatti, è fortemente discutibile e, prima che il suo impero finanziario crolli come un castello di carta lasciando lui e tutta la famiglia sul lastrico, Miller cerca di vendere le proprie quote e società ad una banca, in modo tale che possa far cassa e mettere al sicuro il suo futuro. Allo stesso modo, anche la sua vita familiare nasconde una doppia realtà: da una parte egli è marito della bella Ellen (Susan Sarandon) e padre della brillante Brooke (Brit Marling), erede unica di tutto il patrimonio di casa Miller, alle quali nasconde tutta la verità sui suoi intrallazzi economici e sulla pericolosa situazione attuale. Ma dall&#8217;altro lato l&#8217;uomo è anche amante di Julie (Laetitia Casta), bellissima e molto più giovane di lui.</p>
<p>Quando Miller è ormai ad un passo dal chiudere la trattativa con la banca, ecco accadere l&#8217;inimmaginabile: mentre è in auto proprio con Julie, un errore sanguinoso metterà a dura prova il suo sangue freddo rischiando di farlo cadere in un abisso e perdere tutto. Le sue azioni, però, non passano inosservate al detective Michael Bryer (Tim Roth) della NYPD&#8230;</p>
<p><em>La frode</em> è un film che dà emozioni forti, che trascina nel vortice dell&#8217;incedere anche lo spettatore, che si ritrova dinanzi ad un bivio esistenziale, fra l&#8217;essere reale e l&#8217;apparenza, costretto, quasi al pari del protagonista, a compiere scelte precise con il solo scopo di salvare se stesso e i propri interessi. Diretto da un esordiente Nicholas Jarecki, ed interpretato da Richard Gere, Susan Sarandon e Tim Roth, La frode è già successo al botteghino italiano, pur non avendo che qualche giorno di presenza nelle sale nostrane.</p>
<p>«Una cosa che fa il film è mischiare differenti generi: thriller, noir, family drama – spiega Gere, nominato al Golden Globe come miglior attore protagonista per la sua interpretazione ne La frode. &#8211; Lo fa molto bene in una storia in cui c’è sempre un orologio ideale che corre: tutto deve succedere ora, devo risolvere subito il problema. C’è un senso di pressione e urgenza, tutti elementi che nella sceneggiatura si amalgamano senza sforzo. Nel film mi muovo costantemente, come uno squalo che non può fermarsi altrimenti morirebbe. C’è anche il commento sociale di chi vede il mondo da punti di vista molto diversi: i neri, un poliziotto arrabbiato, i giudici, una donna ricca, che si comporta diversamente da un uomo ricco. Poi – conclude &#8211; c’è la città di <strong>New York </strong>che solo tangenzialmente è America e come Paese a se stante rappresenta bene il mondo in tutte queste angolature sociali».</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/la-frode.jpeg" rel="shadowbox[sbpost-60555];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60556" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/la-frode.jpeg" alt="" width="448" height="640" /></a></p>
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