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	<title>Cinema Blog &#187; Thriller</title>
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	<description>Tutto sui film al cinema e homevideo</description>
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		<title>The Butterfly Room – La stanza delle farfalle</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 11:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Ann è una signora anziana e solitaria, sempre molto distinta, appassionata e quasi ossessionata dalla sua collezione di farfalle. La donna trascorre tutto il suo<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Ann è una signora anziana e solitaria, sempre molto distinta, appassionata e quasi ossessionata dalla sua collezione di farfalle. La donna trascorre tutto il suo tempo libero a imbalsamare corpi di lepidotteri con l&#8217;obiettivo di incorniciare ed appendere al muro la bellezza autentica di quelle variopinte creature.</p>
<p>Ma da casa di Ann, di notte, si sentono provenire rumori strani, violenti, come di un martello che batte in continuazione sul muro: Claudia e Julie, mamma e figlia, sono le uniche che, vivendo nell&#8217;appartamento a fianco, sanno di questi rumori notturni. Claudia è una donna separata che vive con la piccola Julie, la figlia di nove anni. Presa da un nuovo compagno, spesso Claudia affida ad Ann la sua Julie, a volte anche per interi week end. La piccola è incuriosita da questa solitaria donna, ma sa che, nonostante l&#8217;affetto, oltre la porta della stanza delle farfalle le è proibito entrare: esistono delle regole, e queste vanno rispettate.</p>
<p>Ann, intanto, stinge un&#8217;insolita amicizia anche con Alice, una bambina dalla bellezza eclatante, con la quale instaura una relazione madre-figlia non propriamente genuina. E quando Ann scopre che Alice non dedica solo a lei questa speciale attenzione, ecco che nella matura signora si innesca un meccanismo tremendo e pericoloso, che riaffiora da un oscuro passato: la competizione con le altre donne è insostenibile per Ann che, in preda alla follia, compie una serie di omicidi efferati e bizzarri.</p>
<p>Nessuno, però, sembra accorgersi che ci sia qualcosa di strano, fino a che Julie, piccola ma molto sveglia, non intuisce qualcosa. E l&#8217;ennesimo week end a casa con Ann è il momento giusto per scoprire cosa nasconde la sua vicina: Julie disobbedisce ed entra nella stanza delle farfalle e sarà qui, fra le pareti della camera, che scoprirà un terrificante segreto, un segreto a cui tutti si rifiuteranno di credere. Tutti tranne Dorothy, l&#8217;inquieta figlia di Ann, che si rende conto che la vita della piccola è nelle sue mani.</p>
<p>La ragazza dovrà, però, prima fare i conti con il suo passato che l&#8217;ha tormenta per anni: solo così potrà salvare se stessa e Julie.</p>
<p>Tratto dal romanzo di Jonathan Zarantonello (che è anche il regista e lo sceneggiatore del film <em>ndr</em>) <em>Alice dalle 4 alle 5</em>, <strong><em>The Butterfly Room – La stanza delle farfalle</em></strong> è un thriller italo-americano dall&#8217;anima duplice, europea e d&#8217;oltreoceano, in tutte dalle sale dal 6 giugno. La particolarità di questo film è che si concentra quasi esclusivamente su personaggi femminili, ben raccontati nella loro psicologia sfaccettata, puntando tutto su attrici che hanno fatto la storia della cinematografia dell&#8217;horror internazionale.</p>
<p>Nel cast di The Butterfly Room – La stanza delle farfalle figurano infatti attrici come Barbara Steele (La maschera del demonio) , Heather Langenkamp (Nightmare &#8211; Dal profondo della notte), Adrienne King (Venerdì 13) e P.J. Soles (Halloween &#8211; La notte delle streghe), Erica Leerhsen (Non aprite quella porta): una coreografia nutrita per un thriller che, di certo, incuriosisce anche solo per la sua intricata trama.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/06/the-butterfly-room-locandina-700x989.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60727];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60728" src="http://cinemablog.it/files/2013/06/the-butterfly-room-locandina-700x989.jpg" alt="" width="700" height="989" /></a></p>
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		<title>ATTACCO AL POTERE – OLYMPUS HAS FALLEN</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 11:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film d'azione]]></category>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Un piccolo gruppo di estremisti si prepara al piano diabolico che ha intensamente progettato: invadere la Casa Bianca. L&#8217;azione verrà sferrata in pieno giorno, con<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Un piccolo gruppo di estremisti si prepara al piano diabolico che ha intensamente progettato: invadere la Casa Bianca. L&#8217;azione verrà sferrata in pieno giorno, con i partecipanti addestrati alla perfezione, armati fino all&#8217;inverosimile. L&#8217;obiettivo è, naturalmente, quello di sottomettere l&#8217;intera nazione attaccandola con le loro stesse armi.</p>
<p>Gli integralisti entrano così nella Casa Bianca e riescono ad entrare nel bunker presidenziale sotterraneo prendendo in ostaggio il presidente Benjamin Asher e parte del suo staff. Tutto l&#8217;edificio è in subbuglio e l&#8217;unico membro dei servizi segreti ancora vivo nella White House è Mike Banning, ex responsabile della sicurezza del capo di stato, che ora si trova a combattere su quello che normalmente è il placido giardino della casa presidenziale.</p>
<p>Quando Banning si rende conto di essere solo, sa che la vita del presidente e quella del suo paese si trovano nelle sue mani. L&#8217;agente allora usa il suo addestramento e la conoscenza dettagliata della Casa Bianca per divenire gli occhi e le orecchie del vicepresidente Allan Trumbull e dei suoi consiglieri. Si tratta, adesso, di compiere una missione impegnativa, quasi impossibile, proprio nel momento in cui gli estremisti hanno cominciato a giustiziare i primi ostaggi, minacciando nuove uccisioni se lo loro richieste non verranno esaudite alla lettera.</p>
<p>Ma il tempo stringe, e Banning deve arrivare al presidente ed evitare che questi venga ucciso. Ma prima ancora dovrà occuparsi di trovare il giovane figlio del capo di stato, nascostosi da qualche parte nell&#8217;edificio al momento dell&#8217;attacco dei terroristi.</p>
<p><strong><em>Attacco al potere – Olympus has fallen</em></strong> è un action di Antoine Fuqua che dà il meglio di sé soprattutto nella sua prima parte, capace di coinvolgere il pubblico con una sequela di azioni coinvolgenti ed eccitanti. Il resto del film, invece, non convince molto, e si snoda in una serie di cliché che non danno per niente spessore alla trama, ma tendono invece a renderla piatta e scontata.</p>
<p>In un momento come questo in cui incombe la reale minaccia della Corea del Nord, Attacco al potere – Olympus has fallen sembra più uno “spot alla cronaca” che altro, un film che ricorda – nonostante tutto &#8211; la vulnerabilità dell&#8217;America e delle alte sfere, così come è tangibile soprattutto nella scena della distruzione dell&#8217;obelisco, una traccia evidente degli accadimenti del passato che aleggiano ancora nell&#8217;aria e che, puntualmente, ritornano come fantasmi.</p>
<p>Ad ogni modo, Fuqua per questa volta cede il passo alla costruzione ben riuscita a vantaggio della superficialità dei personaggi, dove alla fine Gerard Butler e Aaron Eckhart divengono lo stereotipo classico dell&#8217;eroe americano, quello disposto a tutto pur di salvare la propria patria, anche rischiando (a quanto pare costantemente) la propria vita. Se però amate il genere e non volete perdervi questo film, preparatevi a due ore di bombe e proiettili, ad una ecatombe di persone e ad una buona dose di retorica a stelle e strisce.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/AttaccoAlPotere_AllestimentoHires.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60665];player=img;"><img class="alignnone size-large wp-image-60666" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/AttaccoAlPotere_AllestimentoHires-716x1024.jpg" alt="" width="716" height="1024" /></a></p>
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		<title>MIDWAY, FRA LA VITA E LA MORTE</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 12:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Con un cast di attori non proprio notissimo, ecco arrivare nelle sale Midway, fra la vita e la morte, un thriller diretto dal giovane regista<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Con un cast di attori non proprio notissimo, ecco arrivare nelle sale <em>Midway, fra la vita e la morte</em>, un thriller diretto dal giovane regista John Real, già autore di alcuni cortometraggi e lungometraggi, nonché vincitore di ben tre Globi d&#8217;Oro.</p>
<p><strong>La trama</strong></p>
<p>Per Sara ed Alex è un momento molto difficile. La loro vita è stata stravolta da un evento infausto, che mai avrebbero pensato di dover affrontare: un aborto spontaneo. L&#8217;emozione e le attese riposte nel diventare presto genitori amorevoli e felici si sono così bruscamente dissolte in una nuvola di fumo, lasciando solo dolore e disperazione. Da quel giorno tremendo, la loro vita non è più la stessa, ed anche il rapporto di coppia risente di questa situazione: ritornare alla normalità, per ora, è impossibile.</p>
<p>Un giorno però, inaspettatamente, Sara scopre di essere di nuovo incinta: la sua sorpresa è grande, ma non vuole dirlo ad Alex rischiando di illuderlo ancora una volta. Decide così di aspettare il termine del terzo mese di gravidanza per dargli la tanto sospirata notizia.</p>
<p>Ma Alex non vive bene. Soffocato dai problemi del lavoro, dalla triste sorte impostagli dal destino, si sente sempre più depresso. Nasce così il pretesto e la necessità di organizzare un week end tra i boschi con un gruppo di amici, un modo per staccare la spina e cercare di riprendere un po&#8217; in mano le redini della propria vita. Informa così Sara della sua idea e la donna, sebbene riluttante in segreto, decide di assecondare il marito e di partire per il fine settimana con gli amici, ma senza l&#8217;intenzione di rivelargli di essere incinta.</p>
<p>Quello che però doveva essere una rigenerante vacanza fra amici si rivela ben altro. Tutto nel bosco sembra essere diverso, dove le presenze inquietanti e i fenomeni EVP abbondano. Qualcosa a “metà strada” fra il nostro mondo e l&#8217;aldilà li bracca e il loro sarà un week end indimenticabile&#8230;.</p>
<p><em>Midway, fra la vita e la morte</em> sarà in sala dall&#8217;11 aprile 2013, un film che il regista Real ha definito in una intervista con la stampa come «Una storia interessante che alterna forti momenti di suspense a momenti drammatici. La storia dei due protagonisti Alex e Sara dà un tocco emotivo al film che si percepisce già dalle prime scene». Di questa pellicola, inoltre, è anche previsto un sequel, nelle sale nel 2014: <em>Midway, la possessione</em>, un titolo che fa ben comprendere l&#8217;intenzione di mantenere intatto il livello di tensione e di adrenalina che già caratterizza Midway, fra la vita e la morte.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/midway.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60635];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60636" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/midway.jpg" alt="" width="600" height="900" /></a></p>
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		<title>JIMMY BOBO – BULLET TO THE HEAD</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 10:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film d'azione]]></category>
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		<category><![CDATA[Thriller]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Jimmy Bobo è un sicario vecchio stile, uno di quelli che non conosce le buone maniere, ma sa fare bene il suo lavoro: uccidere. Ed<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Jimmy Bobo è un sicario vecchio stile, uno di quelli che non conosce le buone maniere, ma sa fare bene il suo lavoro: uccidere. Ed è proprio dopo aver concluso con soddisfazione l&#8217;ennesima missione – finire un poliziotto corrotto – che Jimmy si concede un attimo di tregua sorseggiando bourbon con il suo collega. Il saldo sta per arrivare.</p>
<p>Ma mentre Jimmy sta aspettando che il suo committente gli paghi il lavoro, ecco che arriva Keegan, un mercenario senza scrupoli pronto a liquidarli a colpi di pistola. Nello scontro il collega di Jimmy muore per una coltellata, ma lui no, e riesce addirittura a scappare dal quell&#8217;inferno. Si rifugia così nella sua casa di New Orleans, ma la sua sete di vendetta non può attendere troppo a lungo.</p>
<p>Nel suo piano di riscatto lo aiuta Taylor Kwon, detective di Washington D.C. perennemente attaccato al BlackBerry e che non può vivere senza navigare in rete. Ma Taylor promette di aiutarlo nel risalire la catena dei mandanti ad un solo patto: una volta conclusa l&#8217;indagine, Jimmy dovrà costituirsi e farsi arrestare. Comincia così una collaborazione inusuale, dove due persone profondamente diverse si troveranno a lavorare fianco a fianco ognuno per raggiungere il proprio scopo.</p>
<p>Durante le loro indagini, Jimmy e Taylor metteranno le mani su documenti scottanti, rintracciando le ambizioni di un politico corrotto che vuole cambiare faccia alla città per poi lucrare sull&#8217;edilizia. E per farlo è disposto davvero a tutto, tanto che rapirà anche la figlia di Jimmy. Da questo momento in poi, la guerra è cominciata sul serio&#8230;</p>
<p>Dopo diversi anni di assenza, Walter Hill dirige di nuovo un film d&#8217;azione, caratterizzato da quei suoi irrinunciabili personaggi forti, rabbiosi e senza limiti, che altri non poteva interpretare che  Sylvester Stallone, un evergreen del cinema action americano. Evidente poi, lo strizzare costantemente l&#8217;occhio al cinema degli anni 80, dove la potenza scenica di Stallone non può non ricordare il mitico personaggio di Rocky o Rambo.</p>
<p>Il film è ispirato al celebre graphic novel “<em>Du plomb dans la tête</em>” di Matz (Alexis Nolent), ma la caratterizzazione dei personaggi esprime un modulo già molto noto ed utilizzato nel mondo della celluloide, ovvero quella della coppia agli antipodi: vecchio vs giovane, delinquente vs poliziotto e così via, seguendo una sorta di espediente scenico sempre in auge.</p>
<p><em>Jimmy Bobo – Bullet to the head</em>, distribuito dalla Buena Vista International, si regge ancora una volta sulle “spalle” di Sly, che a 67</p>
<p>anni suonati ancora non se la sente di mettere giù il grugnito da super duro ed andare al parco a dar da mangiare alle paperelle. E allora via! ancora scazzottate, colpi di pistola, morti e feriti: una manna per i fan del genere, per quelli che, stando seduti flaccidamente in poltrona, possono solo sognare la vita ardimentosa dello statuario Sly.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/04/jimmy-bobo-bullet-to-the-head.jpeg" rel="shadowbox[sbpost-60618];player=img;"><img class="alignnone size-large wp-image-60619" src="http://cinemablog.it/files/2013/04/jimmy-bobo-bullet-to-the-head-716x1024.jpeg" alt="" width="716" height="1024" /></a></p>
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		<title>THE HOST</title>
		<link>http://cinemablog.it/the-host/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 09:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film di fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[In Home page]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Stephenie Meyer ci prova ancora. O meglio, è il cinema che “ci prova” con lei. Dopo la saga smielata di Twilight, la scrittrice statunitense cerca<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Stephenie Meyer ci prova ancora. O meglio, è il cinema che “ci prova” con lei. Dopo la saga smielata di Twilight, la scrittrice statunitense cerca la sua affermazione nel mondo della letteratura per adulti scrivendo proprio una nuova trilogia, <em>The Host</em> (L&#8217;ospite). Hollywood, dopo i successi vampireschi, non poteva che acquistare i diritti anche di questa ennesima opera, sperando di bissare gli incassi delle precedenti trasposizioni.</p>
<p>Le atmosfere sono fantascientifiche, tant&#8217;è che il regista scelto dirigere The Host è proprio Andrew Niccol (<em>Gattaca, In Time</em>, ecc.), che però, stando alle prime critiche, non sembra esser stato all&#8217;altezza della situazione, perdendosi nello sviluppo della storia stessa dopo un inizio coinvolgente e denso di interrogativi.</p>
<p>The Host sarà in tutte le sale distribuito dalla Eagle Pictures dal 28 marzo, e nel cast figurano, oltre che una Saoirse Ronan decisamente talentuosa e destinata a far strada, anche William Hurt e una criticatissima Diane Kruger.</p>
<p>La trama</p>
<p>La terra è ormai colonizzata dagli alieni, una razza chiamata Le Anime, che però sussiste da parassita solo se si insinua nel corpo degli umani, assoggettandoli di fatto ad ogni volere ed eliminando del tutto il libero arbitrio. Dominata da Le Anime, la società è perfetta, anestetizzata, evoluta sotto il profilo high tech, ma profondamente vuota, priva della libertà di pensiero e di azione che da sempre l&#8217;aveva caratterizzata.</p>
<p>Sebbene tutto il mondo viva in pace, lo scotto da pagare è altissimo. Ma c&#8217;è qualcuno che ancora non si arrende e vuole combattere per la propria libertà. La resistenza, infatti, è strenua contro gli invasori alieni, ma anche qui le forze cominciano a fiaccarsi. Fra i ribelli c&#8217;è anche la bella ed innamorata Melanie Stryder.</p>
<p>La ragazza viene purtroppo catturata e resa schiava da Wanderer, uno dei conquistatori alieni più famosi della galassia, noto per aver assoggettato al suo volere e con la forza molti altri pianeti. Ma la volontà di Melanie, nonostante sia sottomessa alle azioni e alle idee da Wanderer/Wanda, non si lascia fiaccare e la ragazza non smette di amare il suo Jared, il suo fidanzando storico. Toccato dalla profondità di questo sentimento, Wanderer/Wanda si allea con la stessa Melanie per trovare Jared, ma sarà proprio l&#8217;amore che sboccerà nell&#8217;aliena e che scombussolerà ogni cosa, l&#8217;amore per Ian, uno dei ribelli.</p>
<p>Ancora una volta, dunque, sarà proprio la forza dell&#8217;amore a smuovere imprese impossibili, a cambiare il corso della storia, pur mettendo i protagonisti davanti a scelte ardue, dubbiose, spesso impraticabili. Il film The Host (così come lo stesso romanzo) si pone, per molti aspetti, alla tregua di Twilight, dove i valori iniziali vengono dimenticati abbastanza in fretta a favore dei più facili temi di sesso ed amore che, indiscutibilmente, fanno presa su target più semplici e meno esigenti.</p>
<p>Gli appassionati del genere, seguaci e fan ciechi della Meyer, di certo potranno trovare una sorta di idilliaco compromesso fra il fantascientifico e il sentimento mixato in salsa adolescenziale che, ancora una volta, accompagna con decisione le vicende dei protagonisti fino alla “prossima puntata”.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/the-Host.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60597];player=img;"><img class="alignnone size-large wp-image-60598" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/the-Host-682x1024.jpg" alt="" width="682" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La madre</title>
		<link>http://cinemablog.it/la-madre/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Mar 2013 10:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film horror]]></category>
		<category><![CDATA[In Home page]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>La casa di produzione di Guillermo del Toro presenta un horror diretto dall&#8217;esordiente Andres Muschietti, La madre, film derivato direttamente dal cortometraggio del regista Mamà<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>La casa di produzione di Guillermo del Toro presenta un horror diretto dall&#8217;esordiente Andres Muschietti, <em>La madre</em>, film derivato direttamente dal cortometraggio del regista <em>Mamà</em> dal quale poi il regista ha ampliato la storia senza però perderne lo spirito iniziale.</p>
<p>Interpretato da una bravissima Jessica Chastain, La madre è un film che attinge dalla maggiore cinematografia in fatto di horror, dalle due gemelline usate quasi come figura retorica fino alla crescita selvaggia delle stesse, che ricorda altri e svariati filoni di ragazzi ritrovati dopo anni, illesi ma imbarbariti, nel cuore della giungla o in altri posti simili. Non manca, poi, un richiamo a quello che è il cinema giapponese, con i vari The Grudge e compagnia.</p>
<p>La trama</p>
<p>Jeffrey torna un giorno a casa da lavoro in preda ad una inusuale frenesia. Cerca le sue due figlie, Victoria e Lilly – l&#8217;una 3 anni e l&#8217;altra un anno – per portarle a fuori a fare un giro. Ma l&#8217;uomo cova un pericoloso segreto: andato fuori di testa, ha appena ucciso due colleghi in ufficio e, poi, anche la moglie, la mamma di Victoria e Lilly. Ora il suo piano è quello di sbarazzarsi anche delle bambine.</p>
<p>Salito in macchina con le figlie, comincia la sua corsa a folle velocità su per una strada innevata. La poca aderenza delle ruote al suolo provoca però uno sbandamento dell&#8217;auto, così la macchina finisce fuori strada e i tre sono costretti a proseguire a piedi nel bosco. Casualmente, sul loro cammino incontrano una vecchia casetta abbandonata: Jeffrey prende le bambine e vi si sistema, con l&#8217;obiettivo di assicurasi un posto tranquillo dove terminare il suo piano.</p>
<p>La piccola Victoria, guardando fuori dalla finestra, nota una strana presenza di donna che sembra non toccare terra mentre avanza verso la casa. Avverte il papà ma questi, incurante di ogni cosa, non le bada. E proprio mentre sta per ammazzare le bambine, ecco che qualcosa di mostruoso lo assale&#8230;</p>
<p>Sono ormai passati cinque anni da quando Victoria e Lilly sono scomparse, cinque anni di lunghe e desolanti ricerche che non hanno mai approdato a nulla, neanche ad un semplice indizio. Zio Lucas, fratello di Jeffrey, e la sua fidanzata Annabel le hanno tentate tutte e sono ormai sempre più sfiduciati.</p>
<p>Un giorno, però, accade l&#8217;inimmaginabile: le piccole vengono ritrovate nel bosco, rifugiate in una casa diroccata. Stanno bene, e già il fatto che siano vive sembra un miracolo, ma il loro comportamento è visibilmente disturbato: Victoria e Lilly si trovano in condizioni quasi ferine, agitate da costante aggressività ma, considerata la situazione, la cosa sembra piuttosto plausibile.</p>
<p>Lucas ed Annabel le prendono in casa con loro, decisi ad adottarle e a crescerle come se fossero figlie loro: anche la stessa Annabel, rockettara convinta, alla vista delle bambine matura il suo lato materno in maniera quasi inaspettata.</p>
<p>Da quando le piccole sono in casa, però, strani sussurri si odono in casa, movimenti silenziosi, atmosfere controverse: qualcosa sembra aleggiare in casa di Lucas ed Annabel. Stando alla spiegazione dello psichiatra, Victoria e Lilly, per superare il trauma dell&#8217;abbandono, avevano creato una figura immaginaria che le aiutava e che loro stesse chiamavano mamma.</p>
<p>Ma davvero si tratta solo di una proiezione dell&#8217;inconscio delle due bambine? Oppure c&#8217;è qualcosa in più?</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/la_madre.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60575];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60576" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/la_madre.jpg" alt="" width="1000" height="1428" /></a></p>
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		<title>SINISTER, UNA CASA DA INCUBO</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 16:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film horror]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>I film horror hanno un fascino indiscusso. Peccato, però, che il mercato cinematografico degli ultimi anni sia un po&#8217; carente di idee, con pellicole che quasi sempre risultano essere mediocri e senza inventiva, a volte – alcuni sostengono troppo spesso – meri splatter. A quanto pare, qualcosa si muove.</p>
<p>Stiamo parlando del film <em>Sinister</em> di Scott Derrickson, una storia apprezzata più dai fan del genere che dalla critica, ma che sta avendo un discreto ritorno di incassi al botteghino, tanto da permettere l&#8217;ipotesi di ideazione di nuovi progetti cinematografici e non. Infatti, Sinister ha richiesto un budget di circa 3 milioni di dollari, ma ne ha incassati almeno 80 nel resto del mondo: va da sé, dunque, che un successo del genere esiga un sequel. Uscito in America e nel resto del mondo già da un pezzo, da voci di corridoio pare che la Blumhouse Productions abbia deciso di affidare nuovamente la sceneggiatura a C. Robert Cargill e Scott Derrickson, mentre per la regia si stanno vagliando altri nomi, essendo gli autori impegnati nella realizzazione del videogame Deus-Ex per conto della Eidos.</p>
<p>Sinister racconta la storia di Ellison Oswalt (Ethan Hawke), uno scrittore in crisi che, dopo l&#8217;enorme successo di un suo libro ispirato ad un fatto drammatico di cronaca nera, si trova a vivere nell&#8217;anonimato, dimenticato dai media e dai quei fan passeggeri che, un tempo, lo avevano così tanto osannato.</p>
<p>Stanco di tutta questa situazione, Oswalt decide di trasferirsi con tutta la famiglia a King County. Qui lo scrittore si dedica alle ricerche circa un misterioso caso che vede la tragica impiccagione di tutta una famiglia della zona, un caso mai risolto, dove esiste un solo superstite, la figlia più piccola, che però è sparita in circostanze oscure.</p>
<p>Oswalt va ad abitare – acquistandola &#8211; proprio la casa dove è avvenuto il fatto. Scavando fra la polvere del passato, riesce a trovare dei filmini che testimoniano non solo la tragedia accaduta proprio in quella casa, ma anche altri efferati delitti: l&#8217;uomo si rende conto di avere fra le mani materiale prezioso, perfetto per proseguire le sue indagini e “olio” essenziale per alimentare la sua ars scrittoria.</p>
<p>Ma non tutto è così facile come sembra. La curiosità di Oswalt risveglia una malvagia divinità pagana di nome Bughuul, un mostro che entrerà progressivamente nella sua vita e in quella dei suoi familiari portandoli in un abisso di terrore e inquietudine.</p>
<p>Sinister, con forte evidenza, riprende alcuni leitmotiv del cinema horror più famoso, ispirandosi più o meno volutamente alla letteratura di genere: basta guardare alla figura del protagonista, uno scrittore in crisi, un personaggio da sempre in auge all&#8217;interno delle opere del maestro Stephen King, che qui viene riproposto in versione probabilmente minore, ma che, stando ai numeri del botteghino, piace.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/Sinister-locandina.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60571];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60572" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/Sinister-locandina.jpg" alt="" width="637" height="480" /></a></p>
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		<title>LA FRODE, UN NOIR PER RICHARD GERE</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 11:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Film drammatici]]></category>
		<category><![CDATA[In Home page]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Alla vigilia del suo 60esimo compleanno, Robert Miller (Richard Gere) è il ritratto dell&#8217;uomo perfetto: abile negli affari, nonché padre e marito modello. Ma dietro<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Alla vigilia del suo 60esimo compleanno, Robert Miller (Richard Gere) è il ritratto dell&#8217;uomo perfetto: abile negli affari, nonché padre e marito modello. Ma dietro l&#8217;apparenza c&#8217;è una realtà ben  più amara, una realtà che Miller ha saputo magistralmente celare, fatta di truffe e di tradimenti sia affettivi che lavorativi.</p>
<p>La sua etica professionale, infatti, è fortemente discutibile e, prima che il suo impero finanziario crolli come un castello di carta lasciando lui e tutta la famiglia sul lastrico, Miller cerca di vendere le proprie quote e società ad una banca, in modo tale che possa far cassa e mettere al sicuro il suo futuro. Allo stesso modo, anche la sua vita familiare nasconde una doppia realtà: da una parte egli è marito della bella Ellen (Susan Sarandon) e padre della brillante Brooke (Brit Marling), erede unica di tutto il patrimonio di casa Miller, alle quali nasconde tutta la verità sui suoi intrallazzi economici e sulla pericolosa situazione attuale. Ma dall&#8217;altro lato l&#8217;uomo è anche amante di Julie (Laetitia Casta), bellissima e molto più giovane di lui.</p>
<p>Quando Miller è ormai ad un passo dal chiudere la trattativa con la banca, ecco accadere l&#8217;inimmaginabile: mentre è in auto proprio con Julie, un errore sanguinoso metterà a dura prova il suo sangue freddo rischiando di farlo cadere in un abisso e perdere tutto. Le sue azioni, però, non passano inosservate al detective Michael Bryer (Tim Roth) della NYPD&#8230;</p>
<p><em>La frode</em> è un film che dà emozioni forti, che trascina nel vortice dell&#8217;incedere anche lo spettatore, che si ritrova dinanzi ad un bivio esistenziale, fra l&#8217;essere reale e l&#8217;apparenza, costretto, quasi al pari del protagonista, a compiere scelte precise con il solo scopo di salvare se stesso e i propri interessi. Diretto da un esordiente Nicholas Jarecki, ed interpretato da Richard Gere, Susan Sarandon e Tim Roth, La frode è già successo al botteghino italiano, pur non avendo che qualche giorno di presenza nelle sale nostrane.</p>
<p>«Una cosa che fa il film è mischiare differenti generi: thriller, noir, family drama – spiega Gere, nominato al Golden Globe come miglior attore protagonista per la sua interpretazione ne La frode. &#8211; Lo fa molto bene in una storia in cui c’è sempre un orologio ideale che corre: tutto deve succedere ora, devo risolvere subito il problema. C’è un senso di pressione e urgenza, tutti elementi che nella sceneggiatura si amalgamano senza sforzo. Nel film mi muovo costantemente, come uno squalo che non può fermarsi altrimenti morirebbe. C’è anche il commento sociale di chi vede il mondo da punti di vista molto diversi: i neri, un poliziotto arrabbiato, i giudici, una donna ricca, che si comporta diversamente da un uomo ricco. Poi – conclude &#8211; c’è la città di <strong>New York </strong>che solo tangenzialmente è America e come Paese a se stante rappresenta bene il mondo in tutte queste angolature sociali».</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/03/la-frode.jpeg" rel="shadowbox[sbpost-60555];player=img;"><img class="alignnone size-full wp-image-60556" src="http://cinemablog.it/files/2013/03/la-frode.jpeg" alt="" width="448" height="640" /></a></p>
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		<title>OSCAR 2013: VINCE ARGO DI BEN AFFLECK</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 16:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Landi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thriller]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Era nell&#8217;aria che Argo, anche durante la notte degli Oscar, facesse incetta di statuette. Dopo il successo delle nomination ricevute e dei premi vinti negli<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p>Era nell&#8217;aria che Argo, anche durante la notte degli Oscar, facesse incetta di statuette. Dopo il successo delle nomination ricevute e dei premi vinti negli ultimi mesi &#8211; fra i quali vanno annoverati necessariamente due Golden Globe e tre BAFTA – la buona sorte ha baciato nuovamente questa meritevole pellicola con ben tre Oscar: miglior film a Grant Heslov, Ben Affleck e George Clooney; miglior sceneggiatura non originale a Chris Terrio; e miglior montaggio a William Goldenberg. Argo era inoltre in lizza per altre quattro ambite sezione: miglior attore non protagonista (Alna Arkin); miglior sonoro (John Reots, Gregg Rudloff e Jose Antonio Garcia); miglior montaggio sonoro (Erik Aadahl e Ethan Van der Ryn); e miglior colonna sonora (Alexadre Desplat), che però sono andati ad altri film in concorso.</p>
<p>Grande soddisfazione nell&#8217;aria soprattutto per Ben Affleck che, dopo una lunga serie di insuccessi e crisi personali, ritorna con clamore alla ribalta, vincendo l&#8217;Oscar con un film impegnato e per niente scontato, trattato dall&#8217;omonimo libro di Tony Mendez e Matt Baglio, Argo.</p>
<p>Girato fra Istanbul, Los Angeles, Washington e l&#8217;aeroporto di Ontario, Argo racconta la vicenda storica accaduta ad un gruppo di americani presi in ostaggio a Teheran dopo la rivoluzione iraniana del 1979. Alcuni di loro, fuggiti dai rapitori, si rifugiarono all&#8217;interno dell&#8217;ambasciata canadese in Iran. Il film si concentra nello specifico sul cosiddetto <em>Canadian Caper,</em> un&#8217;operazione segreta congiunta eseguita da Stati Uniti e Canada, ed architettata dal membro della CIA Tony Mendez per liberare gli ostaggi.</p>
<p>La trama</p>
<p>4 novembre 1979. Siamo a Teheran durante la rivoluzione islamica. Alcuni militanti fanno irruzione nell&#8217;ambasciata americana cittadina e prendono in ostaggio 52 persone. Dalla drammatica cattura, solo 6 riescono a fuggire, trovando poi riparo nella residenza dell&#8217;ambasciatore canadese Ken Taylor. La questione è molto complessa ed i rapporti diplomatici con l&#8217;Iran molto tesi: liberare gli ostaggi con una trattativa ragionevole appare la più remota delle possibilità.</p>
<p>Così il governo statunitense, in collaborazione con quello canadese, incarica l&#8217;agente della CIA Mendez di escogitare un piano che possa riportare in patria, sani e salvi, i 6 funzionari dell&#8217;ambasciata americana. Mendez è un esperto di operazioni sotto copertura, ma tutte le soluzioni che gli vengono suggerite non sembrano convincerlo.</p>
<p><a href="http://cinemablog.it/files/2013/02/argo.jpg" rel="shadowbox[sbpost-60494];player=img;"><img class="alignnone size-medium wp-image-60495" src="http://cinemablog.it/files/2013/02/argo-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>Un giorno, mentre il figlio sta guardando Anno 2670 – Ultimo atto, Mendez ha un&#8217;illuminazione. Realizza così un&#8217;idea di costituire una finta troupe cinematografica canadese che è alla ricerca di un set vagamente esotico dove ambientare le riprese di un film di fantascienza dal titolo provvisorio “Argo”. Per rendere ancora più credibile la cosa, Mendez contatta John Chambers, truccatore ad Hollywood per il cinema, che aveva già in passato collaborato con la CIA per dei travestimenti. Chambers, a sua volta, mette in contatto Mendez con il produttore cinematografico Lester Siegel.</p>
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		<title>Gangster Squad</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 10:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prossime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[gangstar]]></category>
		<category><![CDATA[uscite]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="250" height="358" src="http://cinemablog.it/files/2013/01/gangstar-squad.png" class="attachment-250xauto wp-post-image" alt="gangstar squad" title="Gangster Squad" /><div style="float: left;margin-right:10px;"></div>Los Angeles, 1949. Lo spietato gangster Mickey Cohen (Sean Penn) domina la città, raccogliendo guadagni illeciti dalla droga, dalle armi, dalla prostituzione e dalle scommesse.<a class="continua">Continua &#8594;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="250" height="358" src="http://cinemablog.it/files/2013/01/gangstar-squad.png" class="attachment-250xauto wp-post-image" alt="gangstar squad" title="Gangster Squad" /><div style="float: left;margin-right:10px;"></div><p style="text-align: left;" align="center">Los Angeles, 1949. Lo spietato gangster Mickey Cohen (<strong>Sean Penn</strong>) domina la città, raccogliendo guadagni illeciti dalla droga, dalle armi, dalla prostituzione e dalle scommesse.</p>
<p style="text-align: left;" align="center">E tutto questo avviene non solo con l’aiuto dei suoi scagnozzi, ma anche con quello di politici e agenti corrotti. Sembrerebbe sufficiente a intimidire perfino il più coraggioso e duro poliziotto di strada…a parte, forse, la piccola e segreta squadra della LAPD guidata dal sergente John O’Mara (<strong>Josh Brolin</strong>) e dal suo braccio destro Jerry Wooters (<strong>Ryan Gosling</strong>), decisi a tutto per catturare Cohen.</p>
<p style="text-align: left;">Diretto da <strong>Ruben Fleischer</strong> (“Benvenuti a Zombieland”), “Gangster Squad” è un gangster movie che racconta gli sforzi della polizia di Los Angeles per contrastare il potere del più spietato boss mafioso di tutti i tempi. Nel film il candidato agli Oscar® Josh Brolin (“Milk”, “Il Grinta”) e Ryan Gosling (“Half Nelson”, “Blue Valentine”) nel ruolo, rispettivamente, del sergente John O’Mara e di Jerry Wooters; il premio Academy Award® Sean Penn (“Milk”, “Mystic River”) in quello del gangster Mickey Cohen; il candidato agli Oscar® <strong>Nick Nolte</strong> (“Affliction,” “Il Principe delle Maree”) in quello del Capo della Polizia di Los Angeles “Whiskey Bill” Parker ed <strong>Emma Stone</strong> nei panni di Grace Faraday, la donna di Cohen, oggetto però anche delle attenzioni di Wooters.</p>
<p style="text-align: left;">Nel film anche <strong>Anthony Mackie</strong> (“I guardiani del destino”) nei panni di Coleman Harris, un poliziotto armato di coltello a serramanico cui è affidata una delle zone più malfamate della città; <strong>Giovanni Ribisi</strong> (“Avatar”) l’esperto di elettronica Conway Keeler; <strong>Robert Patrick</strong> (“Flags of Our Fathers”), l’ufficiale di polizia Max Kennard che pattuglia Olvera Street; <strong>Michael Peña</strong> (“World Invasion”), il suo braccio destro, Navidad Ramirez; e <strong>Mireille Enos</strong>, Connie la moglie di O’Mara.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/U-Sbv2ItTlA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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