Presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema di Viale Fulvio Testi 121,a Milano, lunedì 29 ottobre alle ore 21.00 Fondazione Cineteca Italiana presenta una serata volta a celebrare i cent’anni dalla morte di Giovanni Pascoli attraverso la proiezione del rarissimo film Cavallina storna di Giulio Morelli.
Realizzata nel 1953, questa pellicola è una produzione indipendente che racconta con toni melodrammatici dell’amore impossibile tra Mariù Pascoli ed il figlio del capitano Baroni, considerato responsabile della morte di Ruggero Pascoli, il cui ruolo è interpretato da Gino Cervi.
La sceneggiatura, che porta anche la firma di Cesare Zavattini, oltre a prendere spunto da alcuni eventi che segnarono profondamente la vita di Giovanni Pascoli, trae ispirazione proprio dalle poesie in cui egli ha fatto rivivere la tragedia che distrusse la sua famiglia. In particolare nel realizzare il film si è guardato ai testi La cavalla storna, X agosto, Un ricordo e Il nido di Farlotti. Proprio il fatto che questo film presenti una sceneggiatura d’ispirazione poetica ne fa un prodotto d’eccezione nel panorama cinematografico italiano.
Si segnala che nel corso della serata la poetessa milanese Vivian Lamarque, autrice di volumi quali Il signore d’oro e Una quieta polvere, non solo parlerà della figura di Giovanni Pascoli, ma leggerà anche la poesia La cavalla storna per far rivivere le celebri parole del poeta.
Sarà, inoltre, presente alla serata anche Renato Barilli, professore dell’Università di Bologna  che ha curato l’edizione critica delle opere di Giovanni Pascoli.
Trama
Versione cinematografica dell’omonima poesia di Giovanni Pascoli, il film vede Mariù Pascoli, sorella del poeta, recarsi da Bologna a S. Mauro in compagnia di Sandro Fabbri, da lei conosciuto poco tempo prima. Durante il viaggio, Sandro le rivela il suo amore e le confida d’essere il figlio illegittimo dell’ex capitano Baroni, amministratore della tenuta “La Torre” di S. Mauro.

Tale inaspettata rivelazione provoca in Maria un senso di smarrimento e angosciosa incredulità giacché la famiglia Pascoli e l’intero paese di S. Mauro reputano il Baroni colpevole dell’omicidio di Ruggero Pascoli, suo padre, durante una vile imboscata. Sandro, confuso dalla reazione di rifiuto della giovane, vorrebbe saperne la ragione e invano la sollecita a confidarsi con lui. Sarà però la zia di Mariù, Matilde, a riferire le tragiche circostanze della morte prematura di Ruggero all’innamorato respinto.

Quest’ultimo, scioccato e ferito, non crede alla presunta colpevolezza del padre reputandolo, anzi, vittima di un’ingiusta calunnia. Quando però scopre che il proprio padre è perito in un incendio doloso appiccato dall’amante, giudica l’evento frutto della punizione divina. È così che, indotto a credere infine alla reità del padre, prende coscienza di dover rinunciare per sempre a Mariù.

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