Rossellini è il neorealismo, Fellini è l’onirismo, Antonioni è l’incomunicabilità, Dino Risi è il respiro italiano della commedia dell’arte.

Laureatosi in medicina, abbandona la specializzazione in psichiatria e innamoratosi del cinema comincia a piccoli passi a farne parte.

Come tutti i registi nasce collaborando con alcuni direttori già affermati; il suo esordio come titolare di una regia avviene alla non più tenera età, professionalmente, di trent’anni con un cortometraggio dal titolo Barboni sulla disoccupazione a Milano.

Saltando vari passaggi non esaltanti per la sua carriera, arriviamo nel 1955 con Pane amore e… , sequel di Pane amore e fantasia e Pane amore e gelosia.

In quegli anni però la sua opera più originale e che lo fa conoscere al grande pubblico è la deliziosa commedia di Poveri ma belli, acquerello romano con l’interpretazione picaresca di Maurizio Arena e Renato Salvatori, non tralasciando la significativa presenza di Marisa Allasio e le due vallette del Musichiere: Lorella De Luca e Alessandra Panaro.

La sua collaborazione con attori di vaglia come Alberto Sordi e Nino Manfredi, raggiunge il suo apice con l’incontro fortunato per entrambi con Vittorio Gassman.

E’ con il film Il sorpasso, il primo on the road italiano, che Dino Risi esprime compiutamente la sua capacità d’interpretare la realtà del nostro paese, nel contesto del boom economico che negli anni 60 attraversava l’Italia.

La sua capacità d’introspezione psicologica lo porta a cogliere vizi e virtù dell’italiano medio, sempre con un sorriso disincantato e vagamente cinico.

Ecco quindi, per citarne alcuni che inquadrano il nostro personaggio, I mostri, Il gaucho, Operazione San Gennaro con Totò, e la particolare capacità di trasformare un personaggio padano, sanguigno e parolaio, come Ugo Tognazzi, in un sarto sordomuto nel film: Straziami, ma di baci saziami.

Riconosciuto maitre à penser del filone “leggero” del cinema italiano, termina la sua carriera con riconoscimenti nazionali ed internazionali che senza dubbio non sono stati sprecati.