• Regia:Nadine Labaki
  • Sceneggiatura:Nadine Labaki, Jihad Hojeily, Rodney Al Haddad
  • Cast:Claude Msawbaa, Leyla Fouad, Antoinette El-Noufaily, Nadine Labaki
  • Distribuzione:Les Films des Tournelles
  • Produzione:Eagle Pictures

Nadine Labaki è una regista libanese che dischiude per noi le porte della femminilità, che ci aiuta a penetrare a fondo nel mondo delle donne sino a comprenderne ogni più intimo segreto.

Nadine Labaki ci aveva già condotto in questo mondo favoloso e ricco di mistero con il film “Caramel” in cui cinque donne di Beirut raccontavano a cuore aperto tutta la propria esistenza e la propria intimità. Oggi Nadine Labaki torna con una nuova pellicola ancora più entusiasmante in quanto venata di una delicata ironia. La sua nuova pellicola prende il nome di “E ora dove andiamo?” ed uscirà in tutte le sale cinematografiche il 20 gennaio 2012.

Siamo in un piccolo paese del Libano, un paese in cui la vita scorre tranquilla e pacifica, talmente tanto pacifica che cristiani ed islamici vivono in assoluta sintonia. Questa pace è in realtà solo un’illusione, il frutto della mancanza di comunicazione con il resto del mondo. Un ponte distrutto ha isolato del tutto il paese rendendo impossibile per le notizie raggiungerlo e rendendo la vita quindi molto più semplice.

Un giorno però arriva un televisore e tutto cambia. Ecco che gli uomini del villaggio perdono letteralmente la testa e si fanno forieri di una guerra che sino ad oggi non sapevano nemmeno esistesse, una guerra di cui le donne del paese non vogliono assolutamente sentire parlare visto che ha già creato sin troppi morti sulle loro spalle.

E se gli uomini perdono la testa chi può riuscire a mettere a posto le cose? Le donne ovviamente usando come armi la seduzione e, dobbiamo ammetterlo, anche un pizzico di hashish e altri trucchetti. Le donne decidono insomma di colpire i punti deboli di tutti gli uomini del villaggio, quei punti deboli che proprio loro conoscono alla perfezione.

Una pellicola ironica, una pellicola che riesce a trattare con estrema leggerezza un tema davvero molto profondo e serio, una pellicola che fa sorridere e che ci fa comprendere quanto inutili siano le guerre e quali siano invece le cose davvero importanti delle nostre vite. Un vero e proprio atto di denuncia che sottolinea ancora una volta il grande talento e l’immensa sensibilità di questa regista davvero fuori dal comune.