• Genere:Drammatico
  • Regia:Gabriele Salvatores
  • Sceneggiatura:Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Gabriele Salvatores
  • Cast:John Malkovich, Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Eleanor Tomlinson, Peter Stormare
  • Distribuzione:01 Distribution
  • Produzione:Cattleya e Rai Cinema, Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini e Marco Chimenz
  • Durata:110 min
  • Nazione e Anno:Italia - 2013

Transnistria, Moldavia Orientale. Al di là de fiume Nistrò vive una comunità che da sempre educa i propri figli alla criminalità: un’educazione spartana, singolare, ma che discende da valori essenziali e necessari, dove la refurtiva deve essere equamente divisa fra la gente del paese. La violenza, dunque, ha le sue imprescindibili regole: solidali con i deboli, feroci con i gendarmi, regole d’onore sul quale si fonda da sempre questa collettività di “criminali onesti”.

Con l’avvento del crollo del muro di Berlino e il disfacimento della vecchia URSS, una nuova aria arriva a corrompere gli schemi del paese: la comunità deve adesso fare i conti con l’aria “viziata” dell’ovest, un pericolo che rischia di minare per sempre le fondamenta della tradizione per portare un cambiamento irrimediabile.

In quello che già si avverte come un passaggio epocale anche nello sperduto paesino della Moldavia, nascono e crescono Kolima e Gagarin, amici di sangue e di affetto. È nonno Kuzja (John Malkovich) che li alleva, così come solo un depositario della tradizione può fare: armandoli di picca e iniziandoli alle rapina e alla condivisione del bottino, al rispetto degli anziani e alla protezione dei deboli, i cosiddetti “voluti da dio”, come Xenja, la figlia del medico locale affetta da demenza, del quale Kolima è innamorato.

Quando il ragazzo finisce in carcere, il suo amore per Xenja non muta, un amore che dipinge sul suo corpo e sugli quello degli altri compagni di cella con elaborati tatuaggi, la forma d’arte più sentita all’interno della sua comunità.

Ma quando Kolima esce dal carcere grazie al nonno, scopre un’amara verità: la sua amata è stata picchiata ed abusata. Adesso la sua missione è quella di scovare l’uomo che ha compiuto questo scempio, una missione che lo costringerà ad arruolarsi nell’esercito e ad infrangere tutti i suoi codici d’onore.

Ispirato dal libro autobiografico di Nicolai Lilin, Educazione Siberiana, Gabriele Salvatores racconta una storia forte, dura, un lungo periodo di transizione di un piccolo popolo e della vita, il passaggio obbligatorio dall’infanzia all’adolescenza con sullo sfondo la società che muta e alla quale – necessariamente – occorre assoggettarsi.

Educazione Siberiana è stato definito dalla critica straniera come una sorta di C’era una volta in Siberia, che volutamente strizza l’occhio al C’era una volta in America di Sergio Leone, anche se la sceneggiatura realizzata da Stefano Rulli e Sandro Petraglia – in collaborazione con Salvatores – è molto fedele al romanzo. Lo stesso Lilin ha difatti ammesso che l’intesa creatasi nel gruppo durante la stesura dell’adattamento è stata assolutamente positiva. Da qui ne scaturisce un bel film, anche se scevro di alcuni personaggi e che manca, per alcuni tratti, della potenza lirica del romanzo.