• Genere:Biografico, Drammatico
  • Regia:Margarethe von Trotta
  • Sceneggiatura:Margarethe von Trotta
  • Cast:Barbara Sukowa, Axel Milberg, Janet McTeer, Julia Jentsch, Ulrich Noethen, Michael Degen
  • Distribuzione:Ripleys's Film, Nexo Digital
  • Produzione:Heimatfilm, Amour Fou Luxembourg, MACT Productions
  • Durata:113 Min
  • Nazione e Anno:Francia, Lussemburgo, Georgia 2014

Hannah Arendt è una filosofa di origine ebree, nata in Germania. Scampata agli orrori del nazismo, nel 1940 riesce a partire per gli Stati uniti grazie all’aiuto di un giornalista americano, Varian Fry.

Giunta a New York, comincia a lavorare dapprima come tutor universitario e poi come collaboratrice presso alcune testate giornalistiche. Intanto, è diventata anche un’attivista della comunità ebraica della Grande Mela.

In qualità di inviata del New Yorker, vola ad Israele e si ritrova a seguire da vicino il processo contro Adolf Eichmann, un ex funzionario nazista complice delle persecuzioni a danno degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale.

Da questo processo, dalle deposizioni e dai testimoni ascoltati durante le sedute in aula, Hannah trarrà spunto per scrivere La banalità del male.

Hannah Arendt è un film scritto e diretto da Margarethe von Trotta, che esce in concomitanza con la Giornata della Memoria, il 27 gennaio. È la storia della filosofa Hannah Arendt, in particolar modo incentrata sul suo ruolo di inviata dal New Yorker per assistere al processo contro Eichmann.

Il suo libro, La banalità del male, scaturito proprio da questa sua esperienza, ha generato non poche discussioni, in quanto, così come spiegato su Wikipedia:

“la Arendt ha sollevato la questione che il male possa non essere radicale: anzi è proprio l’assenza di radici, di memoria, del non ritornare sui propri pensieri e sulle proprie azioni mediante un dialogo con se stessi (dialogo che Arendt definisce due in uno e da cui secondo lei scaturisce e si giustifica l’azione morale) che persone spesso banali si trasformano in autentici agenti del male. È questa stessa banalità a rendere, com’è accaduto nella Germania nazista, un popolo acquiescente quando non complice con i più terribili misfatti della storia ed a far sentire l’individuo non responsabile dei propri crimini, senza il benché minimo senso critico”.

Nel cast Barbara Sukowa, Axel Milberg, Janet McTeer,Julia Jentsch, Ulrich Noethen e Michael Degen.