In molte produzioni di Hollywood ci sono animali, anzi spesso sono proprio questi ad essere i veri protagonisti del film. Eppure, nonostante i titoli di coda ci rassicurino che “nessun animale è stato maltrattato o ucciso durante le riprese del film”, le morti bianche sono in continuo aumento sui set americani.

A lanciare l’allarme è stata un’inchiesta shock pubblicata sul settimanale The Hollywood Reporter, dove la Aha, la American Human Association che si occupa di verificare la salute e il rispetto delle norme in materia, viene fortemente criticata circa il suo operato, accusata di lasciarsi corrompere dalla mayor cinematografiche per rilasciare il necessario “bollino di garanzia” che le scagionerebbe da ogni eventuale accusa di maltrattamenti sugli animali. In genere, la giustificazione per il decesso degli animali viene imputata a cause esterne o comunque non inerenti alla produzione.

Questione di lobby, quindi, ma intanto le morti bianche di animali ad Hollywood non si contano più. È andata male al bellissimo cavallo di War Horse, film pluri premiato diretto da Steven Spielberg, che è deceduto durante le riprese. Stessa sorte è toccata a Glass, equino protagonista della fiction western americana Coraggio Infinito. 27 sono state, invece, capre e pecore decedute durante le riprese de Lo Hobbit in Nuova Zelanda, abbandonate in una fattoria e morte disidratate.

Chi si è salvata per un pelo è stata la maestosa tigre protagonista de Vita di Pi, che per poco non è morta annegata se non fosse stato per la prontezza di riflessi del suo addestratore.