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I premiati del Trento Film Festival 2011

Si è da poco chiuso la 59esima edizione del Trento Film festival, Montagna – Società – Cinema – Letteratura, uno dei più antichi festival cinematografici italiani ancora in attività. La sua nascita risale al 1952, quando Amedeo Costa, al tempo consigliere centrale del CAI (Club Alpino Italiano) e vice Presidente generale decise di sfruttare al meglio il lavoro della “Commissione Centrale per la cinematografia montana”, costituitasi nel 1946 sempre all’interno del CAI e presieduta da Guido Maggiani. La Commissione si occupava di selezionare, catalogare e promuovere tutto quel materiale audiovisivo che rispecchiava gli ideali del CAI. È partito così il Trento Film Festival, manifestazione che si pone l’obiettivo di affrontare tutte le tematiche di montagna, esplorazione, alpinismo, cultura montana, ambiente affiancando al concorso incontri con il mondo alpinistico internazionale.

Ma passiamo subito all’edizione di quest’anno, svoltasi dal 28 aprile all’8 maggio 2011.

La giuria era composta da importanti membri internazionali, Marianne Chaud (Francia), Leena Pasanen (Finlandia), David Breashears (USA), Giorgio Fornoni (Italia), Andreas Pichler (Italia), e si è occupata di visionare tutti i film in concorso ed assegnare i seguenti premi.

Il Premio della Giuria è stato assegnato a “Into Eternity” di Michael Madsen (Danimarca, 2009), un viaggio nelle viscere della terra con l’obiettivo di mettere in luce le spaventose conseguenze a lungo termine dell’instancabile ricerca di risorse energetiche della nostra società, mettendo in discussione i limiti dell’uomo di comprendere il futuro e la sua capacità di mantenere il controllo del processo di civilizzazione innescato.

Il Gran Premio Città di Trento Genziana d’Oro, riconoscimento destinato al miglior film che in assoluto corrisponde agli obiettivi culturali del Festival, è stato invece consegnato a “Summer pasture” di Lynn True and Nelson Walker (USA, 2010). La pellicola ha permesso ai suoi spettatori di conoscere da vicino la vita nomade, vivendo con i protagonisti le sfide e le ricompense universali della vita.

Il Premio del Club Alpino Italiano, dedicato al miglior film di alpinismo o montagna, è stato assegnato a “The Asgard project” di Alastair Lee (Gran Bretagna, 2009), una pellicola che ci fa vivere le emozioni di un “eclettico gruppo di scalatori e avventurieri”.

Il Premio Città di Bolzano Genziana d’Oro, dedicato all’esplorazione e all’avventura, è andato a “Pare, escute lhe” di Jorge Pelicano (Portogallo, 2009), una pellicola che potremmo definire un’esplorazione umana, uno squarcio su una comunità portoghese alle prese con un sistema politico attento solo agli interessi privati e non a quelli dei cittadini.

La Genziana d’Argento al miglior cortometraggio è stata consegnata a “Il capo” di Yuri Ancarani (Italia, 2010), un film che “trasforma il nostro modo di vedere la relazione tra un uomo e una macchina”.

La Genziana d’argento al miglior medio metraggio è stata invece assegnata a “Lukomir” di Niels van Koevorden (Olanda/Holland, 2010), pellicola sulla realtà della gente di montagna di Lukomir.

Infine, la Genziana d’argento al miglior contributo tecnico-artistico è andata a “Declaration of immortality” di Marcin Koszalka (Polonia, 2010), per averci rivelato la “solitudine di uno scalatore professionista, la sua lotta contro l’invecchiamento e la sua stessa mortalità”.

Sono stati inoltre consegnati anche premi di giurie indipendenti: Premio Museo Usi e Costumi della Gente Trentina a “Happy Peolpe – A year in the taiga” di Dmitry Vasyukov (Germania, 2010); Premio “Mario Bello” a “What happened on Palm Island” di Eliza Kubarska (Polonia, 2010); Premio “Gianbattista Lenzi, Rino Zandonai e Luigi Zortea” al Miglior Reportage Televisivo a “The Broken Moon” di André Rangel e Marcos Negrao – 52′ (Brasile, 2010); Premio “Città di Imola” a “Per questi stretti morire” di Isabella Sandri e Giuseppe Gaudino (Italia, 2010);  Premio Solidarietà Cassa Rurale di Trento a “La Comunidad” di Roland Von Tessin (Svizzera, 2010); Premio Studenti Università di Trento e Innsbruck a “The Broken Moon” di André Rangel e Marcos Negrao (Brasile, 2010); Premio della Stampa “Bruno Cagol” a “Dem Himmel Ganz Nah” di Titus Faschina (Germania /Germany 2010); Premio “Luciano Emmer” a “Il popolo che manca” di Andrea Fenoglio e Diego Mometti (Italia, 2010).

Infine i premi del pubblico sono andati a “Happy people -  a year in the taiga” di Dmitry Vasyukov per la categoria lungometraggi e a “180° South” di Chris Mallory per la categoria Alp & Ism.


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