• Genere:Drammatico
  • Regia:Paolo Sorrentino
  • Sceneggiatura:Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
  • Cast:Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Roberto Herlitzka, Isabella Ferrari, Giorgio Pasotti, Vernon Dobtcheff, Serena Grandi, Luca Marinelli, Giulia Di Quilio, Massimo Popolizio, Giorgia Ferrero, Pamela Villoresi, Carlo Buccirosso, Ivan Franek, Stefano Fregni
  • Distribuzione:Medusa Film
  • Produzione:Indigo Film, Medusa Film, Babe Films, Pathé
  • Durata:142
  • Nazione e Anno:Italia - 2013

Il regista campano Paolo Sorrentino ha ormai imparato che il Festival del Cinema di Cannes è una vetrina preziosa. Così come era già accaduto per altri suoi film, anche La grande bellezza è stato presentato – in concorso – durante la celebre kermesse cinematografica francese. Nonostante gli apprezzamenti e i toni entusiastici della critica, però, la nuova fatica di Sorrentino non ha ricevuto nessun tipo di riconoscimento, anche se i botteghini italiani sembrano impazziti per questo film.

Volutamente ispirato a La Dolce Vita di Federico Fellini, Sorrentino riprende in parte le atmosfere della Roma bene filtrate attraverso l’occhio sornione di un giornalista, interpretato dall’ormai onnipresente Toni Servillo, attore con il quale il regista ha stretto un sodalizio professionale strettissimo.  Di fianco a Servillo, abbiamo anche Carlo Verdone, Sabrina Ferilli e Isabella Ferrari.

«I riferimenti a Fellini – spiega Sorrentino in conferenza stampa – penso siano interiorizzati in me come in tanti giovani registi italiani: lui stesso quella Roma diceva di essersela inventata». Un omaggio a Roma, quindi, ma anche la volontà e l’esigenza di voler raccontare qualcosa di più. «Vengo a Roma da tanto tempo – ha dichiarato il regista napoletano – fino a quando mi ci sono trasferito definitivamente alcuni anni fa. Qui ho raccolto tante suggestioni, appunti e aneddoti. L’idea di farne un film è arrivata poi con il personaggio di Toni Servillo, che abbiamo creato in maniera da renderlo testimone di quel mondo, ma anche partendo da una biografia che fosse in perfetta sintonia con quello che si andava a raccontare. Riguardo alla città che ho voluto rappresentare, si dice ad un certo punto nel film che “la povertà non si racconta ma si vive”. Il che racchiude un po’ il senso del film: esprimere una condizione di povertà non materiale ma di altro tipo, senza però esprimere un facile giudizio negativo, ma provando a cercare il sentimento che si muove dietro questo impoverimento generale del nostro Paese».

La trama

Jep Gambardella è uno scrittore e giornalista affermato. Nonostante abbia scritto un solo romanzo di successo, L’apparato umano, e non abbia proseguito per questioni legate alla pigrizia, Jep è ancora un rappresentante degli “strati” culturali romani, uno di quello che tutti conosce e tutti conoscono. Trascorre le sue serate passando da una festa all’altra, ebbro di un fascino che si porta dietro nonostante i suoi 65 anni, fra spogliarelliste e teatrini di umanità varia, sempre accompagnato da Romano, un autore teatrale fallito e vittima della ragazza che da secoli ormai gli promette in amore che non avrà mai, e da Lello, marito fedifrago dalla chiacchiera troppo accesa.

La sua bella Roma lo guarda, notte dopo notte, tornare a casa stanco e disilluso, malinconico, ricco solo del silenzio che accompagna le stelle. Ed è proprio al ritorno di una di queste folleggianti e vuote serate, che Jep trova sulla soglia di casa il marito della sua prima fidanzata. L’uomo gli racconta che la moglie è morta e che, frugando fra le sue cose, ha trovato un diario in cui la donna ha raccontato la sua vita, le sue emozioni, il ricordo di quell’amore ancora vivo per Jep e la confessione tremenda di aver avuto accanto non l’uomo che amava davvero, ma solo un “buon compagno”.

Per Jep sarà solo il primo degli eventi che lo condurranno dinanzi ad una realtà che, fino a quel momento, aveva fatto finta di non vedere…