Un’altra doccia fredda arriva dagli Stati Uniti per il cinema italiano: dopo l’esclusione di Bellocchio nella corsa per gli Academy Awards anche La prima cosa bella di Virzì è fuori.

È uscita infatti la cosiddetta short list dei nove film che andranno avanti nella corsa verso le nomination come Miglior Film straniero, che vedrà tra pochi giorni la definizione della cinquina e si concluderà con il tanto atteso “…and the winner is” che verrà pronunciato tra 38 giorni.

La prima cosa bella di Paolo Virzì ha incantato l’Italia incassando 6 milioni di euro e a settembre è stato scelto tra i dieci film italiani che si autocandidavano per la corsa all’Oscar.

La candidatura era forte del grande successo riscosso dal film non solo in sala, ma anche ai David di Donatello dove il film di Virzì interpretato da Valerio Mastrandrea, Stefania Sandrelli e da Micaela Ramazzotti aveva vinto 3 premi e altrettanti Nastri D’Argento.

In pochi giorni sono state molte le delusioni per l’Italia: l’esclusione dalla rosa dei canditati agli Oscar per Vincere di Bellocchio e la sconfitta del film di Guadagnino ai Golden Globe.

Per quest’anno gli Oscar per film italiani sono solo un miraggio, fortunatamente spesso questo non vale per le maestranze che lavorano nelle produzioni hollywoodiane e che da sempre ottengono il riconoscimento più prestigioso.

Tra i nove film che continuano a concorrere per la cinquina finale delle nomination attualmente il favorito sembra essere il film ”Biutiful” di Alejandro Gonzalez Inarritu (Messico) che è in gara con ”Hors la Loi” (”Outside the Law”) di Rachid Bouchareb (Algeria), ”Incendies” di Denis Villeneuve (Canada), ”In a Better World,” di Susanne Bier (Danimarca), ”Dogtooth” di Yorgos Lanthimos (Grecia),  ”Confessions,” di Tetsuya Nakashima (Giappone), ”Life, above All” di Oliver Schmitz (Sud Africa), ”Tambien la Lluvia” (”Even the Rain”) di Iciar Bollain (Spagna), ”Simple Simon” di Andreas Ohman (Svezia).