• Genere:Drammatico
  • Regia:Susanna Nicchiarelli
  • Cast: Margherita Buy, Susanna Nicchiarelli, Sergio Rubini, Lino Guanciale, Sara Fabiano
  • Produzione:Fandango
  • Durata:92 min
  • Nazione e Anno:Italia 2012

Caterina Astengo è una donna sospesa nella vita come nella professione. In attesa di vincere un concorso e di trovare una casa vive con un fidanzato svagato e sperimentatore. Da trent’anni Caterina e Barbara, la sorella più giovane ma altrettanto scordata, non hanno più notizie del padre, professore universitario scomparso e probabilmente rapito dalle Brigate Rosse nella Roma degli anni Ottanta. Alla morte della madre decidono di vendere la casa al mare dove sono stati felici per l’ultima volta tutti insieme e dove la loro infanzia si è interrotta per sempre. Nel fare l’inventario, Caterina nota che il telefono, staccato da anni, emette un segnale.

Per gioco compone il numero della casa romana in cui è cresciuta e con sua grande sorpresa le risponde una bambina. Poche battute e Caterina comprende che quella voce è la sua, una voce di dodici anni colta una settimana prima della sparizione del padre. Ostinata a risolversi e a risolvere l’impasse della sua vita, avvia una fitta conversazione telefonica con la piccola Caterina, scoprendo accanto alla sorella l’alba di un giorno nuovo.

Il cinema di Susanna Nicchiarelli, alla sua seconda prova, ribadisce e genera un sentimento di purissima nostalgia, diffuso dentro una storia privata che alla maniera di Cosmonauta diventa una storia di tutti. La Storia di un Paese che la regista romana indaga attraverso i sentimenti e lo sguardo di una, due e tre bambine. La Luciana comunista di Cosmonauta, la Caterina e la Barbara diLa scoperta dell’alba sono cittadine di un mondo imperfetto ai cui limiti mai potrebbero rassegnarsi. Perché nessuna accetta una verità costruita apposta per loro. Colte in un momento di immobilità, Caterina e Barbara ricominciano a muoversi nel mondo grazie a una telefonata, che smaschera il passato innescando una reazione.

Dopo la perdita del padre, avvenuta trent’anni prima, le sorelle Astengo, straniate e stralunate, hanno scelto l’esilio, la sottrazione, si sono fatte da parte sperando in questo modo di mettere meglio a fuoco la vita. Portatrici di un caos calmo si sono chiamate fuori, negandosi una presenza indotta da un’assenza. Se la Caterina della Buy cataloga e mette in ordine, la Barbara delle Nicchiarelli rimanda e proroga, ancorandosi a un passato e a un ‘grande sogno’ affondato nel e dal terrorismo. Il decesso della madre le aprirà a una pienezza vitale, costringendole a recuperare in cantina (e nel cuore) i loro ricordi infantili, dove le immagini di un padre onesto, felice e sorridente cominciano ad apparire false e costruite.

La figura paterna si rivela una mistificazione, la liturgia di una rappresentazione che il genitore cercava di dare di sé. Se per loro è evidentemente impossibile far rivivere chi non c’è più, le ‘telefonate’ alle proprie bambine interiori inchioderanno il padre, solleveranno la madre e riscatteranno le loro esistenze, svelando una verità tutt’altro che esemplare.

La scoperta dell’alba ricostruisce retroattivamente una testimonianza paterna individuando (e riconoscendo) un altro genitore e un altro Paese, che aveva smesso da tempo di credere alla luna e agli allunaggi, piombando nel terrore e frenando l’amore. Amore che riprende a scorrere dopo la rielaborazione e il congedo di un cattivo padre della nazione, di cui era comunque necessario raccogliere le tracce per produrne di nuove. Perché come il cinema della Nicchiarelli, le donne (e gli uomini) sono fatti di ricordi, come la nostra Storia siamo fatti di sogni e di piombo, di immaginazione e di sangue, di un’eredità che è stata trasmessa e che ritorna nella forma delle immagini, della memoria. Mai irrigidito in algide ricostruzioni d’epoca e tenuto sulle voglie vintage, La scoperta dell’alba trova nella sorellanza solidale la consapevolezza di non essere ‘figli unici’. Il progetto di autarchia di Moretti e di fratellanza conflittuale di Luchetti resta idealmente (in)superato nel doppio fondo di una ventiquattrore.