L’Anica (Associazione Nazionale delle Industrie Cinematografiche , Audiovisive e Multimediali) ha recentemente reso pubblici i dati relativi all’andamento del cinema italiano nel 2011. Ciò che emerge è come, a fronte di investimenti e produzioni piuttosto stabili rispetto agli anni precedenti, il cinema italiano sia in difficoltà nonostante l’apprezzamento del pubblico nei suoi confronti sia aumentato nel corso degli anni.

Il numero totale dei film italiani prodotti nel 2011, in particolare, è stato 155: 13 pellicole in più rispetto al 2010 a fronte di un investimento complessivo di circa 333 milioni di €. Il 29% totale di questo investimento, circa 96 milioni di €, provengono dallo Stato che ha finanziato il cinema italiano mettendo a disposizione dei professionisti del settore diversi fondi.

Dai dati emersi dalle ricerche dell’Anica, inoltre, è emerso che i film italiani in sala sono visti più al sud rispetto che al nord. Le due regioni che sembrano apprezzare di più il cinema italiano, in particolare, sono la Basilicata (56,9%) e le Marche (56%) a fronte di una media nazionale del 37,3%. Le regioni che, al contrario, lo apprezzano di meno sono il Trentino Alto Adige (24,5%) e il Friuli Venezia Giulia (28,9%).

I fattori più problematici, che necessitano di essere affrontati al meglio sono principalmente 2: la pirateria online, che rischia di mettere in seria difficoltà il cinema italiano, e la programmazione televisiva dei film nazionali sua sulle reti generaliste, sia su Sky e sia sul digitale terrestre. Da quest’ultimo punto di vista, in particolare, dalle analisi dell’Anica è emerso che nel corso del 2011 sono state programmate soltanto 34 prime visioni di film italiani. Su Sky, inoltre, la programmazione di film nazionali è stata del 20% a fronte di una presenza in sala del 40%.

Il cinema italiano, quindi, si trova a fare i conti con un mercato in difficoltà  e in trasformazione che necessita di essere approfondito al meglio in modo da poter offrire al pubblico delle pellicole ancora più apprezzabili.