Regia: Sylvain Chomet

Soggetto: Jacques Tati

Scenegiatura: Sylvain Chomet

Distribuzione: Sacher

L’illusionista è il nuovo film d’animazione di Sylvain Chomet. Il regista dopo alcuni anni da Appuntamento a Belleville, torna sul grande schermo con un’opera molto differente dalla precedente.
L’illusionista è un film basato su una sceneggiatura inedita di Jacques Tati, la cui influenza sul film va al di là della storia. Il protagonista , una citazione diretta, la mancanza di dialoghi e molti altri elementi rendono il film un vero e proprio omaggio al grande regista francese.
È stata la figlia di Tati, di recente scomparsa, a riferire a Chomet di questa sceneggiatura e a pensare a lui per la realizzazione del film che il padre le aveva dedicato.

Alla fine degli anni ’50 un illusionista gira fra Parigi e la Gran Bretagna con i suoi spettacoli che non hanno un gran successo di pubblico, che preferisce concerti rock and roll e ballerine poco vestite.
Il mago durante un viaggio in Scozia incontra una ragazza che, con ingenuità, crede che quella magia sia reale, che lui posso ottenere tutto grazie alle sue magie. L’illusionista decide di non svelarle la verità e di assecondare ogni suoi desiderio.
I due trascorreranno insieme un breve periodo, in cui le loro vite cambieranno.

Il film di Chomet, non ha dialoghi e si avvale della musica per sostenere una narrazione semplice ed elegante. I personaggi, come in Appuntamento a Beleville, sono perfettamente delineati grazie al tratto caricaturale del disegno e dei loro gesti. L’animazione è al servizio della storia con tutta la sua delicatezza e raggiunge, nel suo rapporto con la musica, una forma essenziale, che non ha nulla da invidiare agli effetti spettacolari usati di frequente nei film: l’animazione 3d è utilizzata qui solo per alcuni ambienti, che sono sempre estremamente reliastici e dettagliati.

In sala, come sempre per i film d’animazione, si vedono parecchi bambini che però, ormai abituati all’azione e al fantasy, difficilmente sopportano un film non parlato e che racconta i piccoli gesti della vita quotidiana. Questo non vuol dire che non sia un film adatto al pubblico più giovane, anzi è forse un’occasione per mostrare un’opera delicata e di qualità, che sa sfruttare le possibilità poetiche offerte dal linguaggio dell’animazione.