Un aristocratico prestato al cinema che ha saputo, imprevedibilmente,  interpretare molto più di altri la realtà proletaria degli Italiani già ai tempi del fascismo.

Dopo una giovinezza assolutamente compatibile con il suo ambiente, segue le sue inclinazioni artistiche come aiuto regista di Jean Renoir, autore di capolavori quali Toni, La scampagnata e La grande illusione.

Attratto dalle idee comuniste di Jean Renoir, Luchino Visconti si avvicina alle tematiche sociali e gira Ossessione, un film che sfuggito alla censura fascista, diventa il manifesto del neorealismo, narrando una storia tragica e comune di una coppia di disperati, in un momento nel quale la cinematografia era imperniata sulle vicende piccolo-borghesi nell’atmosfera dei telefoni bianchi.

Clara Calamai e Massimo Girotti danno vita a quelli che saranno gli archetipi dei remake successivi, sulla falsa riga degli eroi de “Il postino suona sempre due volte” di James Cain.

Dopo la guerra riprende il filone neo realista con La terra trema, interpretato da attori presi dalla strada, che si esprimono nell’originale dialetto dei pescatori siciliani.

Ma le sue origini non lo tradiscono e malgrado altre incursioni nell’attualità, la sua arte si esprime compiutamente nei film in costume, Senso, Il Gattopardo, Morte a Venezia.

La sua maniacale cura dei particolari lo induceva a pretendere ambientazioni ed allestimenti scenografici perfettamente aderenti alla realtà, dando così una realistica dimensione della storia narrata in una cornice filologicamente corretta.

Le sue attrici in particolare Alida Valli, Claudia Cardinale e Silvana Mangano, segnatamente indicate nell’ordine dei tre film sopra citati, danno ciascuna di sé interpretazioni che hanno segnato un momento estremamente felice nell’ambito della cinematografia italiana.

Ma forse il punto più alto che ha raggiunto il regista nella sua opera è in Rocco e i suoi fratelli, spaccato dell’integrazione del proletariato meridionale nella Milano del boom economico.

Pur visto con diffidenza dall’intellighenzia comunista, a causa delle sue origini nobili, Luchino Visconti cercò onestamente di essere vicino alla classe operaia, nonostante non ne facesse parte.