• Genere:commedia
  • Regia:Sergio Rubini
  • Sceneggiatura:Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi, Umberto Marino
  • Cast:Neri Marcorè, Margherita Buy, Emilio Solfrizzi, Vanessa Incontrada, Lillo, Sergio Rubini, Bob Messini, Gian Marco Tognazzi, Valentina Cervi
  • Distribuzione:01 Distribution
  • Produzione:Fandango, Rai Cinema
  • Durata:105 minuti
  • Nazione e Anno:Italia - 2013

Sergio Rubini ritorna dietro la macchina da presa con una nuova commedia: Mi rifaccio vivo. Ben accolto al box office, Mi rifaccio vivo annovera nel suo cast Emilio Solfrizzi, Neri Marcorè, Margherita Buy, Vanessa Incontrada e Lillo, tutti insieme per portare in scena una divertente pellicola densa di equivoci e dalla morale ricca di riflessioni profonde.

La trama

Biagio Bianchetti (Lillo) è un imprenditore felicemente sposato (la moglie è interpretata da Vanessa Incontarda ndr), ma da sempre vive un profondo senso di inferiorità, maturato fin dai tempi della scuola. Fra i banchi, il suo peggior rivale era Ottone di Valerio (Neri Marcorè), il classico figlio di papà che, purtroppo, arrivava sempre primo in tutto, affievolendo quel pizzico di amor proprio che aveva Biagio schernendolo di continuo.

Da grandi la storia non è cambiata e Biagio ed Ottone sono ancora rivali, ma in affari. Ma quando Biagio subisce una nuova sconfitta lavorativa inflittagli dall’antagonista di sempre, questi decide di farla finita.

Una volta giunto nell’aldilà, accade però un imprevisto: per una buona azione compiuta in vita, ha diritto ad una sorta di bonus, che consiste nel ritornare per una settimana sulla terra e dimostrare di essere un uomo migliore. A Biagio non importa nulla di dare una immagine diversa di sé, ma accetta di tornare in terra per un altro motivo, sicuramente non molto edificante: distruggere il suo avversario, Ottone.

Decide così di abitare per una settimana nel corpo di Dennis Rufino (Emilio Solfrizzi), un importante manager a cui Ottone ha affidato tutta la sua azienda, che non naviga propriamente in buone acque. Ma una volta lì, capisce che le apparenze, spesso, ingannano: Ottone non è quell’uomo spietato e vincente che sembra, ma è una persona fragile, insicura e, esattamente come lui, è un passo dalla rovina e la sua azienda sta per crollargli addosso.

Preso da un fremito di inaspettata indulgenza, Biagio prenderà a cuore il suo nemico, cercando di fare il possibile per salvare la sorte dell’altro, salvando così, di riflesso, anche la propria.

«Nel mio ultimo film, L’uomo nero – ha raccontato il regista Sergio Rubini alla stampa – avevo parlato del rancore. Una volta chiusa l’esperienza, mi sono portato dietro il desiderio di sanare questo sentimento negativo. Mi rifaccio vivo è un film post rancore che nasce dal presupposto che l’erba del vicino sembra sempre più verde. È anche un film sull’avvicinamento agli altri e sulla tolleranza».

Mi rifaccio vivo è una commedia favolistica, dove la trama viene alimentata non solo dal “doppio”, ma anche dalla possibilità di un riscatto positivo, del raggiuntamento di una nuova e più profonda consapevolezza, che ci porta ad intendere che se si supera il primo strato delle apparenze, non esiste antagonismo che resista. Molto bravo Emilio Solfrizzi, un po’ meno – e quasi a sorpresa – Neri Marcorè, un po’ troppo ingessato nel suo ruolo, ma al quale, dati i trascorsi, si può perdonare una interpretazione riuscita non al massimo delle sue potenzialità.