Woody Allen torna nella sua amata Parigi per offrici una nuova entusiasmante commedia. Dopo aver osannato la bellezza delle strade parigine e delle sue atmosfere in film come “Hello Pussycat” e “Tutti dicono I Love You” ecco che una nuova storia ricca di malinconia ed ironia arriva nelle sale cinematografiche con “Midnight in Paris”, commedia per la quale Woody Allen ha scelto come protagonisti Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Nina Arianda, Kurt Fuller. L’uscita del film è prevista per il 2 dicembre 2011.

Woody Allen riesce in questa sua nuova pellicola a farci sentire la malinconia profonda che è possibile sentire quando si è davvero infelici e riesce a farci capire quanto sia insensato fuggire, cercare di andare a scovare sempre nuovi posti nel mondo perché dopotutto non possiamo fuggire da noi stessi e dalla banalità della nostra esistenza. Siamo ancorati a noi stessi e non alla città in cui viviamo e solo a noi stessi dobbiamo addossare le colpe della nostra insensatezza.

Un film ancora una volta profondo quindi che scorre però davanti ai nostri occhi con leggerezza strappandoci anche di quando in quando dei piccoli sorrisi, un po’ amari forse e capaci di penetrare a fondo nel nostro animo. Un genio quello di Woody Allen che ancora una volta si mostra con tutta la sua forza e la sua incisività.

Questa è la storia di Gil, uno sceneggiatore hollywoodiano che vorrebbe tanto poter diventare uno scrittore. Gil e la sua fidanzata Inez si trovano a Parigi in vacanza per andare a trovare i genitori di lei, genitori a dire la verità piuttosto invadenti. La vacanza si trasforma però per Gil in un vero e proprio tuffo nel passato, negli anni ’20 per la precisione, un tuffo che gli permetterà di parlare faccia a faccia con alcuni dei più importanti scrittori e artisti di tutti i tempi come Hemingway, Scott Fitzgerald, Picasso. Per Gil queste piacevoli conversazioni si trasformano ben presto in un’ossessione, un’ossessione da perpetuare notte dopo notte per cercare trovare una risposta a quel male di vivere che sente crescere giorno dopo giorno dentro di sé.

Un male di vivere quello di Gil che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita e che ha condotto tutti alla ricerca di un senso nel passato, nelle origini, lontano nel tempo, un male di vivere però la cui soluzione deve essere cercata nel presente perché è qui nel presente che dopotutto possiamo respirare la vita. Fuggire è inutile, vivere e creare è l’unica soluzione possibile.