In una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair l’attrice racconta il suo ritorno sul grande schermo dopo un periodo di lontananza in cui aveva preferito dedicarsi alla famiglia (il marito musicista Keith Urban e la figlia Sunday Rose nata nel 2008).

Il film Rabbit Hole interpretato accanto ad Aaron Eckhart è anche il primo film che l’attrice produce, con la sua nuova casa di produzione Blossom Film.

Per la regia non ha scelto un grande nome nonostante la Kidman abbia lavorato con i più grandi di Holliwood, ma un regista indipendente come John Cameron Mitchell.

Nicole Kidman ha da sempre, accanto al cinema più commerciale, preferito infatti fare scelte meno facili, scegliendo film e registi difficili e di spessore, come Kubrick e Lars Von Trier, e anche in questo caso nella scelta del primo film da produrre non è venuta meno a questo principio, come lei stessa dichiara nell’intervista.

In questo caso a spingerla nel produrre e recitare Rabbit Hole è stata la delicatezza del tema trattato. Infatti il film affronta il tema del dolore di una madre per la perdita del figlio.

Un ruolo che è stato impegnativo, ammette la Kidman,  perché era difficile per lei come madre ogni sera uscire dal ruolo, non farsi travolgere dal dolore del suo personaggio. La protagonista vive il dramma più profondo per ogni madre, la perdita del figlio, e spronfonda nel suo dolore (da cui il titolo del film ispirato alla tana del coniglio di Alice).

Il film uscirà nelle sale italiane nel mese di febbraio e per ora è già valso una nomination ai Golden Globe come Miglior Attrice alla Kidman.