Non era facile, ma non possiamo dire neppure che non ce lo aspettavamo. Il Discorso del Re, all’83esima edizione degli Oscar che si è tenuta ieri sera (le prime ore del mattino in Italia) al Kodak Theatre di Los Angeles, dopo aver vinto i Bafta, ha sbaragliato tutti i nemici.

Miglior film, migliore regia per Hopper, migliore sceneggiatura originale per Sadler e migliore attore protagonista -scontato- per Colin Firth. Ma la grandezza di questo film non sta solo nel numero di statuette vinte, ma anche nel distacco che ha inferto ai suoi inseguitori. Chi? Il grande sconfitto è Il Grinta dei fratelli Coen che, nonostante avessero un numero di candidature pari alle lentiggini di Pippi Calzelunghe, è rimasto a bocca asciutta.L’unico che può forse consolarsi è Inception di Christopher Nolan, che comunque riesce a portarsi a casa quattro statuette, anche se ‘di livello tecnico’, per la fotografia, il montaggio sonoro, il sonoro e, più che meritato, gli effetti speciali. L’aspirante più pericoloso, a mio parere, però era  The Social Network di David Fincher, che invece porta a casa ‘solo’ l’oscar per la sceneggiatura non originale, del montaggio e della colonna sonora.

Sul fronte femminile, trionfa la futura neomamma Natalie Portman, che vince l’Oscar come migliore attrice ne Il cigno Nero di Darren Aronofsky. Per i non protagonisti bel colpo lo ha messo a segno The Fighter; che porta a casa entrambi i riconoscimenti per cui era candidato: uno va a Melissa Leo, l’altro a Christian Bale.

Ma fin qui, stiamo parlando dei big. Il premio per il miglior film straniero va a In un mondo migliore della danese Susanne Bier, che riesce a contrastare con la sua pellicola il temutissimo Biutiful. La migliore pellicola d’animazione è il commoventissimo Toy Story 3, al quale viene assegnato anche l’Oscar per la migliore Canzone, We belong together di Randy Newman. Il miglior documentario- lungometraggio è stato Inside Job, mentre God of Love è stato premiato come migliore cortometraggio. Infine, il premio per il miglior makeup è andato a the Wolfman.

Da segnalare il fatto che l’unico nome made in Italy che ha fatto capolino sul palco degli Oscar è stato quello della moglie di Colin Firth, Livia. E questo la dice lunga sulla situazione in cui versa il nostro cinema: la nostra costumista Antonella Cannarozzi, unica candidata italiana, con Io sono l’amore di Luca Guadagnino, è stata battuta da Alice in Wonderland.
Ma come non essere d’accordo?

Ecco la lista completa dei vincitori:

Miglior film: Il discorso del re
Miglior attore: Colin Firth, Il discorso del re
Miglior regia: Tom Hooper, Il discorso del re
Miglior sceneggiatura originale: David Seidler, Il discorso del re

Miglior attrice: Natalie Portman, Black Swan

Migliori effetti visivi: Inception
Miglior montaggio sonoro: Inception
Miglior mixaggio sonoro: Inception
Miglior direttore della fotografia: Inception

Miglior montaggio: The Social Network, Angus Wall and Kirk Baxter
Miglior colonna sonora: Trent Reznor e Atticus Ross, The Social Network
Miglior sceneggiatura adattata: Aaron Sorkin, The Social Network


Miglior attore non protagonista: Christian Bale, The Fighter
Miglior attrice non protagonista: Melissa Leo, The Fighter

Migliori costumi: Alice in Wonderland
Miglior direzione artistica: Alice in Wonderland

Miglior film animato: Toy Story 3
Miglior canzone originale: “We Belong Together” (Toy Story 3), musica e parole di Randy Newman


Miglior documentario – lungometraggio: Inside Job
Miglior cortometraggio: God of Love
Miglior makeup: The Wolfman
Miglior film in lingua straniera: In un mondo migliore
Miglior cortometraggio animato: The Lost Thing