Venerdì pomeriggio, all’intero dell’aula Giulio Cesare in Campidoglio, il regista napoletano Paolo Sorrentino è stato insignito della cittadinanza onoraria di Roma. «Oggi Roma ti annovera tra i suoi più nobili figli» ha pronunciato, così come il rito prevede, il sindaco della Capitale, Ignazio Marino. Sorrentino, emozionato, ha citato Chatwin per l’occasione.

«Tormentato dall’ansia ho commesso l’imperdonabile errore di farmi mandare l’elenco di tutte quelle persone che hanno ricevuto la cittadinanza onoraria di Roma. Verdi, Manzoni, Roosevelt, Marconi, Pertini, Rita Levi Montalcini. Mi è venuto in mente il titolo di un libro di Bruce Chatwin che non ho mai letto “Che ci faccio qui?”».

Durante la cerimonia erano presenti i produttori de La grande bellezza Francesca Cima e Nicola Giuliano, amici e colleghi del regista, fra i quali spiccava Carlo Verdone, uno degli attori presenti nel cast del film recentemente premiato con un Oscar dall’Accademy.

«Credo che Sorrentino rappresenti l’ultimo dei registi intellettuali che hanno saputo raccontare Roma a volte meglio dei romani stessi, cogliendo al meglio la singolarità inconfondibile di tante bellezze – ha precisato Verdone -. Si è detto che racconta la Roma del degrado, mi permetto di dire, da cittadino, che questa interpretazione è limitata, è miope. Sorrentino ci mostra il potenziale maestoso di Roma». «Questa città, come diceva Fellini, sembra destinata a una continua agonia e rinascita. Più che della decadenza della città – conclude l’attore romano – il film parla della decomposizione di una società. Sorrentino cittadino romano perché con questo affresco ci ha ricordato che Roma può resistere al degrado»

Non tutti, però, hanno avallato la cittadinanza onoraria di Sorrentino, ma il regista ha commentato con nonchalance la questione: «Alla luce delle illustri personalità che hanno ricevuto questo riconoscimento mi sento felice ma intontito ringrazio comunque tutti i consiglieri comunali che hanno dissentito alla prospettiva di conferirmi la cittadinanza onoraria. Anche io al loro posto avrei fatto la stessa scelta. Ringrazio chi mi ha invece dato l’onorificenza, ma ha sbagliato».

(fonte foto: qn.quotidiano.net)