• Genere:Drammatico
  • Regia:Allen Coulter
  • Cast:Robert Pattinson, Emilie de Ravin, Chris Cooper, Lena Olin, Pierce Brosnan
  • Distribuzione:Eagle Pictures
  • Durata:114 min
  • Nazione e Anno:USA 2010

New York, 1991. Una donna viene uccisa sulla banchina di una metropolitana davanti agli occhi della sua bambina. Sopravvissuta alla morte della madre e all’affetto apprensivo del padre, dieci anni dopo quella bambina è una diciannovenne fragile ma determinata a farcela. Studentessa di sociologia col vizio del dessert a inizio pasto, Ally incontra e innamora l’introverso Tyler Hawkins, figlio arrabbiato di un ricco uomo di affari, che ha perso il primogenito in circostanze tragiche e ha dimenticato di corrispondere gli altri “eredi”. Travolti da amore e passione Ally e Tyler condividono un lutto doloroso e la voglia di ricominciare. Ma il destino deciderà altrimenti, ferendo per sempre al cuore la loro vita e la loro città.

Dopo il biopic su George Reeves, celebre interprete di un supereroe in calzamaglia dal carattere non proprio d’acciaio (Hollywoodland), Allen Coulter lascia la città degli angeli per New York e affronta un dramma sentimentale all’ombra delle Twin Towers. A nove anni dall’undici settembre, Remember me riflette sullo smarrimento di un ragazzo e della sua famiglia prima del crollo fatale, invertendo tendenza e intenzione del cinema americano del dopo. Quello inteso a mettere a fuoco colpe e responsabilità all’indomani della tragedia e dirimpetto alla voragine. Remember me si presenta come un film del prima ma è evidentemente una riflessione postuma che prova a rimettere insieme i cocci di ieri e di oggi e a risolvere una crisi familiare nella reiterazione di una tragedia sproporzionata e nell’ostensione del cratere scavato dal collasso del WTC.

Il film si apre su un trauma privato che ne evoca uno collettivo a venire. Dentro un’inquadratura, che incornicia un esecrabile omicidio sullo sfondo di uno skyline ancora intatto e inviolato, una bambina deraglia dai binari della propria esistenza. Strappata all’abbraccio materno e alla consuetudine, la protagonista deve fare i conti con il vuoto prima di ground zero e con il male prima dello “spettacolo del male”. Se non fosse allora per quel dettaglio ergente e gemello, che finisce per infondere di sé l’intero film, Remember me sarebbe soltanto un fumoso (e fumante) melodramma sull’inquietudine giovanile e sulla difficoltà di entrare nella vita adulta. Un dramma interiore a cui dà sfogo la prepotente soggettività giovanile del redivivo Robert Pattinson, figura principe e “immortale” del fenomeno Twilight. Dopo il “crepuscolo” e prima dell'”eclissi”, l’attore inglese assume i caratteri stilizzati della gioventù bruciata e tormentata di Dean, accendendosi una sigaretta di troppo, sottolineando parossisticamente la tensione drammatica e imponendo al suo antieroe disarticolato l’introflessione fisica e il dinoccolare del vampiro Edward Cullen.

Come un fantasma o un corpo esangue Pattinson si muove dentro un film che impiega poco eticamente la “fascinazione” di un trauma epocale, eludendo il bisogno di renderlo esorcizzabile, interrogabile ed elaborabile. Figuriamoci rappresentabile.