Arriva sui nostri schermi l’attesissimo film di Varo Venturi 6 giorni sulla Terra che affronta l’inquietante fenomeno delle abduction, ossia dei rapimenti degli alieni. Non si tratta però del solito prodotto di fantascienza, aderente allo spettacolare cliché hollywoodiano, bensì del tentativo, abbastanza rigoroso, di indagare un’esperienza alla quale da tempo sta dedicando la sua attenzione Corrado Malanga, e ai cui studi è chiaramente ispirato il lungometraggio.

Venturi, tuttavia, non perde di vista il fatto che il suo lavoro non è un documentario e che deve quindi comunque cercare di coniugare nel modo più plausibile ricerca del vero e costruzione finzionale. La trama si regge sulla consapevolezza che esistono degli alieni, i quali si sono impossessati degli umani penetrando nelle loro menti e manipolando azioni e comportamenti.

Il dottor Davide Piso (Massimo Poggio), biochimico universitario, che ci richiama subito la figura di Corrado Malanga, è impegnato con i suoi due assistenti, ex addotti, a bloccare una terribile invasione ormai giunta alle estreme conseguenze. La convincente interpretazione di Poggio dà credibilità alla sfaccettata personalità dello scienziato, che tenta di liberare l’umanità dalla soggezione agli alieni; eppure costui metterà a rischio l’esito della sua missione, quando si farà imprudentemente coinvolgere dalla vicenda di una giovane e seducente ragazza, Saturnia (Laura Glavan), di cui si impossesserà Hexabor, un’entità violenta e devastante.

Il ritmo incalzante, che segnerà a questo punto lo sviluppo della storia, crea efficacemente un’atmosfera angosciante, la quale, accompagnata da strategiche scelte registiche, assicura al film la giusta dose di tensione e suspense per tenere incollato alla poltrona lo spettatore. I servizi segreti, e un gesuita (Varo Venturi), esperto conoscitore delle interferenze aliene, ingaggeranno una lotta contro il tempo per neutralizzare queste forze occulte.