• Genere:fantascienza - thriller
  • Regia:Andrew Niccol
  • Sceneggiatura:Andrew Niccol
  • Cast:Saoirse Ronan, Diane Kruger, Max Irons, Jake Abel, William Hurt, Frances Fisher, Boyd Holbrook, Scott Lawrence, Chandler Canterbury, Raeden Greer
  • Distribuzione:Eagle Pictures
  • Produzione:Nick Wechsler, Steve Schwartz , Paula Mae Schwartz
  • Durata:125 min
  • Nazione e Anno:USA 2013

Stephenie Meyer ci prova ancora. O meglio, è il cinema che “ci prova” con lei. Dopo la saga smielata di Twilight, la scrittrice statunitense cerca la sua affermazione nel mondo della letteratura per adulti scrivendo proprio una nuova trilogia, The Host (L’ospite). Hollywood, dopo i successi vampireschi, non poteva che acquistare i diritti anche di questa ennesima opera, sperando di bissare gli incassi delle precedenti trasposizioni.

Le atmosfere sono fantascientifiche, tant’è che il regista scelto dirigere The Host è proprio Andrew Niccol (Gattaca, In Time, ecc.), che però, stando alle prime critiche, non sembra esser stato all’altezza della situazione, perdendosi nello sviluppo della storia stessa dopo un inizio coinvolgente e denso di interrogativi.

The Host sarà in tutte le sale distribuito dalla Eagle Pictures dal 28 marzo, e nel cast figurano, oltre che una Saoirse Ronan decisamente talentuosa e destinata a far strada, anche William Hurt e una criticatissima Diane Kruger.

La trama

La terra è ormai colonizzata dagli alieni, una razza chiamata Le Anime, che però sussiste da parassita solo se si insinua nel corpo degli umani, assoggettandoli di fatto ad ogni volere ed eliminando del tutto il libero arbitrio. Dominata da Le Anime, la società è perfetta, anestetizzata, evoluta sotto il profilo high tech, ma profondamente vuota, priva della libertà di pensiero e di azione che da sempre l’aveva caratterizzata.

Sebbene tutto il mondo viva in pace, lo scotto da pagare è altissimo. Ma c’è qualcuno che ancora non si arrende e vuole combattere per la propria libertà. La resistenza, infatti, è strenua contro gli invasori alieni, ma anche qui le forze cominciano a fiaccarsi. Fra i ribelli c’è anche la bella ed innamorata Melanie Stryder.

La ragazza viene purtroppo catturata e resa schiava da Wanderer, uno dei conquistatori alieni più famosi della galassia, noto per aver assoggettato al suo volere e con la forza molti altri pianeti. Ma la volontà di Melanie, nonostante sia sottomessa alle azioni e alle idee da Wanderer/Wanda, non si lascia fiaccare e la ragazza non smette di amare il suo Jared, il suo fidanzando storico. Toccato dalla profondità di questo sentimento, Wanderer/Wanda si allea con la stessa Melanie per trovare Jared, ma sarà proprio l’amore che sboccerà nell’aliena e che scombussolerà ogni cosa, l’amore per Ian, uno dei ribelli.

Ancora una volta, dunque, sarà proprio la forza dell’amore a smuovere imprese impossibili, a cambiare il corso della storia, pur mettendo i protagonisti davanti a scelte ardue, dubbiose, spesso impraticabili. Il film The Host (così come lo stesso romanzo) si pone, per molti aspetti, alla tregua di Twilight, dove i valori iniziali vengono dimenticati abbastanza in fretta a favore dei più facili temi di sesso ed amore che, indiscutibilmente, fanno presa su target più semplici e meno esigenti.

Gli appassionati del genere, seguaci e fan ciechi della Meyer, di certo potranno trovare una sorta di idilliaco compromesso fra il fantascientifico e il sentimento mixato in salsa adolescenziale che, ancora una volta, accompagna con decisione le vicende dei protagonisti fino alla “prossima puntata”.