Solo il 22 e il 23 Novembre, in alcune  sale cinematografiche italiane,  si è potuto rivivere  il leggendario concerto di Vasco Rossi allo stadio di San Siro di Milano del Giugno 2011, anteprima cinematografica del dvd in uscita il 27 novembre.
Alla vigilia della partenza per il “Live Kom 011” Vasco scriveva: “Un tour e’ un lungo viaggio.. comincia mesi prima, con la preparazione atletica e la concentrazione. E’ un periodo di grande intensità emotiva. L’inizio delle prove, quando ogni giorno le idee, i dubbi e le incertezze sono accompagnati dalla musica che mi tranquillizza.
Le prime prove “sul palco” quando me lo guardo incantato e me lo godo.. 
e naturalmente la prima data. Poi la seconda…la terza..la quarta..e cosi’ via. Cambiano gli alberghi, gli scenari, la tensione e’ continua ma quando comincia la musica ogni volta e’ una libidine unica”.

Il grande concerto di Vasco,4 sold out di fila, campione di incassi del primo semestre e nominato tra gli artisti più importanti di Live Nation nel mondo.
Grazie alla potenza dell’audio Dolby Stereo e alla forza delle immagini, tutti i fan sono stati catapultati in quelle indimenticabili due ore di show e hanno potuto ascoltare le canzoni protagoniste del “Live Kom 2011 Tour”. E rivivere quei momenti dal grande schermo e in compagnia di altre centinaia di fan, è stato come essere di nuovo lì.
Mi fa piacere riportare un intervista  a Roberto Valentini il Fondatore del Social Vascobook, il social network dedicato a Vasco Rossi, ospite al the space cinema di Montesilvano, da bolognatoday.it
“Mi chiedevo quante persone avrei trovato, se gli 80.000 di San Siro in qualche modo si sarebbero tradotti in versione ridotta dentro una sala cinematografica. Ero in uno stato di curiosità,perplessità e contentezza quando sono arrivata al cinema per vedere l’anteprima di Live Kom 2011, il doppio cd e dvd dell’ultimo tour di Vasco Rossi in uscita il prossimo 27 novembre.

Nessuna fila ai gate, nessun pomeriggio di attesa sul prato, nessuna corsa per finire sotto al palco. Mi siedo comodamente sulle poltroncine e mi guardo attorno e penso:” la sala è piena i miei dubbi ora non esistono più, i suoi fans sono sempre presenti ovunque, si legge un espressione di contentezza e voglia di rivederlo cantare e sorridere sul quel parco ma anche facce perplesse di un vasco a lungo assente sul palco immaginandosi cosa potesse trasmettere quel cinema ma i suoi fans con addosso magliette del live kom 011 e con tanto di cappello erano pronti a cantare e ripercorrere quelle emozioni di nuovo”. Sullo schermo sta per essere proiettato quello che è stato l’ultimo concerto del Blasco. Forse l’ultimo in assoluto.
Si abbassano le luci. Ecco San Siro, ecco il palco, entra la band e arriva lui: Vasco. Quell’ansia di attesa tramutato in un inizio in cui mi sono sentito un brivido fortissimo, quella prima scena ha evocato in me tanti ricordi già nel trailer del cinema sul web c’era quella scena in cui sale sul palco nascondendo le sue lacrime tra gli occhiali e rivedendolo anche a me ha fatto commuovere ma subito attacca l’intro, ci siamo, all’inizio c’era un po’ di vergogna a cantare ma dopo un po’ tutta la sala ha cominciato a muoversi e a cantare, era più forte di noi.

La regia di Swan è come sempre eccellente e traduce in musica e immagini lo show. Tre ore di concerto diventano due ore di canzoni ininterrotte in un ritmo serrato che dà il senso di una scaletta che è andata a ripescare nel repertorio di vecchissimi successi (Alibi, Non l’hai mica capito) alternati ai brani dell’album Vivere o Niente. Pochi i grandi classici (non ha fatto Sally, Vivere, Ogni volta, Siamo solo noi), e finalmente è tornata a San Siro Vita Spericolata (che nel tour precedente era stata cancellata dalla scaletta per protestare contro il comitato antirumore) in una versione acustica suggestiva e attualizzata (invece che ‘ognuno dentro i fatti suoi’ viene cantato ‘ognuno dentro il suo Facebook’). Canzone in versione integrale è da brividi. Si chiude con Albachiarae con Vasco che saluta lo stadio ripetendo ‘voi siete liberi!.’ “La voglia di ballare e cantare stona con l’atmosfera composta del cinema ma, occhi fissi allo schermo, tutti in platea ripetono le parole dei successi di Vasco. Si sente un brusio di fondo che non infastidisce e che in qualche modo cerca di rievocare quel senso di unione e gioia che un concerto del Blasco è. Quando il rocker fa il solito saluto a Massimo Riva, per intenderci, è tutta la sala che applaude all’unisono e sulle note di Rewind ho sentito la poltroncina ballare per la gente che sbatteva i i piedi e agitava le mani.

Avrei voluto che quel concerto non fosse finito mai, ma è stato così fantastico che mi ha caricato molto, ora attendiamo tutti il dvd per poterlo rivedere quante volte ci pare insieme a tanti inediti con la speranza di ritrovarci ancora tutti insieme sotto al palco cantando a più non posso”