Nell’ambito della rassegna dello studio Ghibli, al Festival Internazionale del film di Roma, è stato presentato il film d’animazione del maestro giapponese Hiromasa Yonebayashi, “Arrietty“.

L’importante e pesante eredità del regista Miyazaki (“Princess Mononoke”, “Ponyo sulla scogliera”) è passata all’esordiente Yonebayashi, che con questa pellicola omaggia il suo maestro sotto molti aspetti, dal rapporto simbiotico con la natura alla convivenza pacifica delle diversità.

“Arrietty” è un adattamento cinematografico del romanzo per bambini della scrittrice inglese Mary Norton. La sceneggiatura è stata curata da Hayao Miyazaki e Keiko Niwa, che hanno trasposto la storia dall’Inghilterra degli anni ’50 al Giappone di nostri giorni.

Il film racconta la storia della giovane Arriety, alta quanto un pollice, che vive con i suoi genitori sotto il pavimento di una grande villa. Arrietty conosce per caso Sho, un abitante della casa di appena dodici anni che deve sottoporsi a urgenti cure mediche. Nonostante le prime diffidenze, l’amicizia tra i due ragazzi è inevitabile e grazie al coraggio di Arrietty, Sho sarà pronto ad affrontare la difficile operazione che lo aspetta.

Il film è una vera perla della cinematografia d’animazione: la storia è pura poesia, non ci sono buoni o cattivi, non c’e’ violenza, non ci sono effetti speciali.

La natura viene rappresentata in tutto il suo splendore: fiori colorati, verde rigoglioso, colline lussureggianti.
La stessa protagonista vive circondata dalla natura più bella.
Attraverso la descrizione di un mondo positivo, il regista critica la società consumistica odierna, caratterizzata dalle diseguaglianze economiche e sociali.

Lo Studio Ghibli, attraverso i suoi registi e le sue fiabe, regala ogni volta dei prodotti cinematografici unici, adatti ai più piccoli ma anche ai più grandi.